The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


Eels- Hombre Lobo (Vagrant)

Gustosa insalata everettiana senza ingredienti particolari.


Scott Matthew – There Is An Ocean That Divides…. (Glitterhouse Records)

->: There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That’s So Violent To Cross It Could Mean Death. Amatelo, non è Patrick Wolf.


The Cesarians – The Cesarians (Imprint)

Sempre dalle parti di Nick Cave e James Johnston. Decadenti e teatrali sino al midollo, però la canzone migliore resta Flesh Is Grass.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tara Jane O’Neil – A Ways Away (K Records)

In un mondo splendidamente minimale Tara farebbe un disco gli anni dispari, Shannon Wright quelli pari. Senza bisogno di cantautrici semestrali.


Christopher Tignor – Core Memory Unwound (Western Vinyl)

Intimismo classico, fra avant ed isolazionismo. Ascoltare gli Slow Six per approfondire.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Charge Group-Escaping Mankind (Own Records)

Slow-(poco)avant-post-pop di razza australiana.


Misophone – I Sit At Open Windows (Another Records)

Dopo tredici album invisibili, da due anni hanno scoperto l’ebrezza dell’uscita discografica. Daniel Johnston vede M.Ward provvede.


Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)

Un mondo senza Bill Callahan non andrebbe nemmeno immaginato.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Animal Hospital – Memory (Barge Rec.)

Passatempi pomeridiani fra Chicago e Hotel2Tango.


Glen Johnson – Details Not Recorded (Make Mini Music)

Togliete le due (belle) canzoni alla Matt Elliott e capirete come l’amico Glen abbia deciso di autocelebrarsi un pò. Se lo fan tutti può farlo anche lui.


Decemberists-The Hazards Of Love (Capitol)

Quando un uomo con buon gusto incontra un uomo heavyprogressive, quello heavyprogressive dovrebbe essere un uomo morto. Purtroppo Meloy è ancora vivo.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


Sara Lov-Seasoned Eyes Were Beaming (Nettwerk)

Tipo Beatrice per Dante o Chloë Sevigny per Larry Clark. Simple and sad with a shot of scotch (cit.)


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.