Tiny Vipers – Life On Heart (Sub Pop)

Meglio di Hands Across The Void, ma i deliri sono sempre fuori luogo.


Mansfield.tya – Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)

Tipo: se uno gode Tara Jane O’Neil e Shannon Wright va sul sicuro. Se non le gode sono cazzi suoi.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


Malcom Middleton – Waxing Gibbous (Full Time Hobby)

Resto dell’idea che Malcolm abbia scelto un ottimo hobby.


St.Augustine – Changing Plans (Kütu Folk Records)

In un mondo che ama l’indie-folk poco impegnato potrebbe vivere di rendita


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


Eels- Hombre Lobo (Vagrant)

Gustosa insalata everettiana senza ingredienti particolari.


Tortoise – Beacons Of Ancestorship (Thrill Jockey)

McEntire sta molto bene. Sappiatelo.


Scott Matthew – There Is An Ocean That Divides…. (Glitterhouse Records)

->: There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That’s So Violent To Cross It Could Mean Death. Amatelo, non è Patrick Wolf.


The Cesarians – The Cesarians (Imprint)

Sempre dalle parti di Nick Cave e James Johnston. Decadenti e teatrali sino al midollo, però la canzone migliore resta Flesh Is Grass.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Charge Group-Escaping Mankind (Own Records)

Slow-(poco)avant-post-pop di razza australiana.


Misophone – I Sit At Open Windows (Another Records)

Dopo tredici album invisibili, da due anni hanno scoperto l’ebrezza dell’uscita discografica. Daniel Johnston vede M.Ward provvede.


Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)

Un mondo senza Bill Callahan non andrebbe nemmeno immaginato.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Animal Hospital – Memory (Barge Rec.)

Passatempi pomeridiani fra Chicago e Hotel2Tango.


Glen Johnson – Details Not Recorded (Make Mini Music)

Togliete le due (belle) canzoni alla Matt Elliott e capirete come l’amico Glen abbia deciso di autocelebrarsi un pò. Se lo fan tutti può farlo anche lui.


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