Gonja Sufi – A Sufi And A Killer (Warp)

Anni ’10.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Bronnt Industries Kapital – Hard For Justice (Get Physical)

Passare su Get Physical per un gruppo del genere (con un docile disco della Stramadonna alle spalle) significa grossi compromessi; si svela il meccanismo  e un po’ di loungeria, ma perchè no, in fondo.


Jimi Tenor & Kabu Kabu – 4th Dimension (Sähkö Records)

Prende anche bene, tra salti laterali  di jazz trasversale(F. Kuti ed Etiopia), funkettoni striscianti e tutto il nécessaire soulettoso. Ma. Omaggio senza il colpo che uccide.


The Child Of A Creek – Unicorns still make me feel fine (Dust Wind Tales)

L’artigiano nell’era della riproducibilità tecnica: con bodhràn,home taping e balalaika,il suono rimbalza da tutte le parti. Lorenzo assalta il mondo: e  vince.


Daniele Maggioli – “Pro loco” (Interno 4 + NDApress)

antiRiviera! Senza peli sulla lingua! Giornali di donne nude! (vero, il book allegato, nde). Ma anche “club Tenco!”: bisogna evitare di farne una mummia.


Peluqueria Hernandez – s/t (Dischi Strambelly)

Allucinazioni da heatwave, ma invece della radio del ghetto a sfondare le casse è Mexican Radio. No peyote: Ventures coniugati deserto da don Buscaglione.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


FourTet – Ringer (Domino)

Steve Reid in da house, roba mistica -tagliata bene. Disco dell’anno, o quantomeno dell’estate.


Farmers Market – Surfin’ USSR (Ipecac)

Sono in giro dai primi ’90, ma ora gli zingari vanno di brutto. È un buon momento, peraltro è anche un buon disco…


Sicilian AV Project – s/t (MSK)

Più outtake jazzato di Merola Matrix che colonna dronica a Sciascia, il lavoro di Nino Musco fonde anima e aperitivo in dosi imperfette, ma sulla retta via.


Burial – Untrue (Hyperdub)

Angoscia metropolitana 2.1 a cubetti surgelati. WOW!.


Aa – Gaame (Gigantic)

Daa quaalche paarte traa Vooredoms, indie pop, world music e now(!)waave. Sembraano dei cretini, maa faanno staare bene.


Mohammed Jimmy Mohammed – Hulgizey (Terp)

Live di poco prima che Jimmy morisse. Disco postumo dell’anno. Difficile stabilire quale anno. Dipende se consideri la morte o l’uscita del disco, insomma.


Steve Reid Ensemble – Daxaar (Domino)

Pre-view, un po’ con le lacrime agli occhi. Musica della madonna.


Percevalmusic-Dormir Sommeil! (Collectif Effervescence)

Post-avant-rock per coreografi francesi abbandonati dai Chevreuil.


Feu Thérèse-Ça va cogner (Constellation)

O di cosa sarebbe successo se gli Stereolab fossero usciti per Constellation. Poi qui abbiamo nostalgia dei Fly Pan Am, ma è altra storia.


Sunburned Hand Of The Man – Fire Escape (Smalltown Supersound)

Smalltown Supersound li accoglie a braccia aperte e loro si inventano dal nulla il trip-trip-trip-hop. Tra i dischi 2007 da AVERE. Fire moves away, asshole.


Supersilent – 8 (Rune Grammofon)

Sempre meno percussivi e più ambientali, post-tutto e proto-tutto. IL gruppo avant.


Beirut – The Flying Cup Club (Ba Da Bing)

Sta alla Francia come il precedente ai Balcani, e mostra un songwriting più maturo. Buon secondo album.


M.I.A. – Kala (Beggars Banquet)

Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida
Acido
Acida

(whohuohuoooh)


Manu Chao – La Radiolina (Because Music)

Un coltello e qualcuno su cui poterlo usare.


The Go! Team – Proof Of Youth (Memphis Industries)

Ascoltare per credere, ma (come per Thunder Lightning Strike) è da non crederci.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


Mirah And Spectratone International – Share This Place: Stories And Observations (K Records)

Questa volta Mirah potrebbe spaccare sul serio: archi, dilatazioni acustiche, luci che vanno e vengono, valzerini vintage. Troppo che non stroppia.


The Go! Team – Grip Like A Vice (Sub Pop)

Gioiadivivere-pop.


Gogol Bordello – Super Taranta (Side One Dummy)

Ok, in giro c’è la fotta ma un altro Gypsy Punks non lo faranno mai più, penso. C’era Santa Marinella.


VVAA – Box Of Dub – Dubstep and Future Dub (Soul Jazz)

Solita storia Soul Jazz: il tema è prevedibile, lo svolgimento ti spacca in due.


Tim Armstrong – A Poet’s Life (Hellcat)

È una specie di Mike Ness dello ska-reggae. Certo, i Rancid non valgono neanche la formaggia secca dei Social D. Ma non esce malissimo da un confronto con Dio.


Bjork – Volta (Atlantic)

Medulla rimane il top (imho), ma si difende di brutto. Konono sulla traccia (Earth Intruders), ed è magia.

(Da non confondere con il primo batterista dei Kyuss)


Mick Barr – Octis – Ioharg Wended (Tzadik)

Classico disco post avant impro free noise kraut weird guitarhero folk punk jazz new no now wave metal alla Mick Barr.


VVAA – New York Latin Hustle (Soul Jazz)

La fiera dello stare da dio. Ho deciso or ora di mettere un tag “soul jazz”. È essenziale, gli altri mi scuseranno.


Mohammed “Jimmy” Mohammed – Takkabel! (Terp)

Informati della dipartita di MJM, piangiamo lacrime amare. Piazziamo Takkabel! per placare il dolore. E stiamo bene, sempre e solo bene.


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