Gonja Sufi – A Sufi And A Killer (Warp)

Anni ’10.


Spaghetti Anywhere – s/t (Toy Soldier Records)

Tra i pochi flatsharing riusciti, il C86 adulto illumìna i pesciolini con pugni fra ubriachi e rifiuti sentimentali nell’età di passaggio: le ciliegie di Sarah.


Nastro – s/t (To Lose La Track)

Giovanotti Mondani Meccanici in botta Lodola / Mein Kraftwerk, sulla mezzeria tra afro-futurismo e rischio Krisma: legioni di mutanti combattono sui surf.


Editors – In This Light And On This Evening (Epic)

Evoluzione lineare: stanchi di farsi dare dei cloni dei Joy Divison, iniziano a rippare off i New Order. Molto probabilmente l’hanno fatto per il LOAL.


Thank You For The Drum Machine – New adventures on analogue machines (Live Global)

Altro che quello che se ne legge “in giro”: dopo Atari, Trabant, Late Guest e Did la penultima coolness brit’n’roll + (fu) robotic rave li rende indiecredibili.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tiga – Ciao! (PIAS)

Questo ragazzo dovrebbe pensare più alla roba seria (Gentle Giant(s) e qualcos’altro) e meno alle cazzate; l’età dell’innocenza perduta a briscola è passata da un pezzo per tutti.


Glen Johnson – Details Not Recorded (Make Mini Music)

Togliete le due (belle) canzoni alla Matt Elliott e capirete come l’amico Glen abbia deciso di autocelebrarsi un pò. Se lo fan tutti può farlo anche lui.


Bell Orchestre – As Seen Through Windows (Arts & Crafts)

Ché poi impari pure che si possono dare calci in culo agli Arcade Fire con un sussurro. Percorso inverso dall’orchestrale leggera e moderna verso i lidi del pop (semi-rock) d’oggi. Da cameretta.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Abe Vigoda – Reviver (Post Present Medium)

Paion senza capo né coda, vanno di fregole free-form, concetti di melodia alla Taking Tiger Mountain (By Strategy) e prendono cuore e polmoni. Wire/Swell Maps applaudono sullo sfondo.


Moon Wiring Club – Shoes Off And Chairs Away (Gecophonic Audio Systems)

Che dire: Lovecraft che se ne va di twilight zone e BBC Radiophonic Workshop: scorie d’informazione didattica post-prenucleare: groove d’altroquandodove. Uguali a loro stessi, disarmanti e superiori.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Mt. Sims – Happily Ever After (Hungry Eye)

Lasciato al verde da Hell, molla l’electroclash e fa su un trio di gay-trendy-wave a metà tra i Sisters Of Mercy e le magliette Emily The Strange: non peggio del solito ma chiaramente non bene.


A Place To Bury Strangers – A Place To Bury Strangers (Killer Pimp)

Death By Audio Distorpio Shoegaze. Vera figheria.


Julie’s Haircut – Our secret ceremony (A Silent Place)

Scollati dalle radici, Luca G e Co. collidono nello spazio con Fujiya & Miyagi: tra motorik e peyote, Father James Murphy potrebbe mettere le mani su Exorcism.


zZz – Running With The Beast (Excelsior)

Piacerà a tutti.


Stereo Image – Stereo Image (Rcrdlbl Records)

Gente fighettosa che fa disco, si porta dietro i bassi e il senso del sesso, cercando di penetrare i tuoi neuroni. (con vaselina)


To Live And Shave In L.A. – Merely Resurrected (Heavy Psych)

O del fare a pezzi merda, electronics, provenienze per trovare nuove [a]to{n/m}alità. Musique acusmatica XXI siècle’s mixtape.


Zach Hill – Astrological Straits (Ipecac)

Avant-prog per segaioli e finti geni. Però c’è un sacco di ospiti.


New Bloods-The Secret Life (Kill Rock Stars)

Femmine. Violino-basso-batteria. Post (wave) punk. Ironiche. Simpaticamente di passaggio.


Parenthetical Girls – Entanglements (Tomlab)

Alzi la mano chi apprezza il freak-indiepostwave orchestrale ad ogni costo; e ora preghiamo quelli con la mano alzata di andarsene affanculo lontano da qui.


French Cowboy & Lisa Li-Lund-Share Horses (Havalina Records)

Folk-pop un pò malinconico. Per chiarire:Yo La Tengo ascoltati bene. Un bravi anche per questo.


Wolf Parade-At Mount Zoomer (Sub Pop)

Aggiungono più che togliere, cercando una certa epopea pop-rock-alt-wave-no-intelletto. Preferiamo gli umili.


No Seduction – “Copyrighted” (ep mp3 scaricabile)

Il fottutissimo nurave era solo space invaders fluo. Adesso arrivano i Contenuti, in remix tech-electro (once were garage) ai piedi del palco. Possibile inno.


A Classic Education – First EP (autoprodotto)

A fari spenti per vedere se poi è tanto difficile sfondare. Arcade-alike con filologia da high school e cartelli coi testi: scolastici? No, promossi a giugno.


Windsor For The Derby–How We Lost (Secretly Canadian)

Il mattino ha l’oro in bocca. Noi c’eravamo (tanto) amati di notte, ma come amici possiamo anche fare colazione insieme.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Jarboe/Justin Broadrick – J2 (The End)

Fascinose evoluzioni di ambient doom elettro apocalyptico segaiolo e bla bla bla.


Prurient – And Still, Wanting (No Fun)

My Harshblackambientmetal Valentine. Il disco dell’anno della settimana.


Logoplasm&Punck – Drunk Upon Thy Holy Mountain (Setola di Maiale)

Field recs. + drones elettronici –non sai mai se succede nel disco o fuori dalla finestra. Il titolo vale l’ascolto. Anche l’ascolto vale l’ascolto.


School Of Language–Sea From Shore (Thrill Jockey)

Dai Field Music a tentato (e non riuscito) clone di Jim O’Rourke mastro-pop. Qui nessuno oserebbe urlare “Eureka”.


The Low Lows-Shining Violence (Monotreme)

Mettono alla moviola anche Karen O e sembrano quasi dei Codeine con (una sottile) passione comunicativa. Nel dettaglio:spaccano, con lentezza.


Anatrofobia – Brevi Momenti di Presenza (Wallace)

Il dibattito tra minimal e un cazzo di niente va più bene altrove che qui. Comunque quando suonano qualcosa sono molto meglio di quando non suonano niente.


Xiu Xiu-Women As Lovers (Kill Rock Stars)

In parte fedeli a se stessi, ma senza lampi e nemmeno luci ad intermittenza. Una volta li chiamavano dischi minori.


VVAA – The Brit Box (Rhino)

Un’esaustiva panoramica del perché, in campo rock, gli inglesi agli americani gli fanno le pippe.


Offlaga Disco Pax – Bachelite (Santeria)

Non abiate paura, il diario #135 onora Tony Wilson. Senso della misura, ipertesti, impalcature digitali e feedback mozzafiato: un colpo di reni nella coerenza.


British Sea Power-Do You Like Rock Music? (Rough Trade)

Volevo scrivere che questo disco spacca solo per la produzione di Efrim(A Silver Mt.Zion esce a marzo)Menuk. Invece spacca perchè spacca. E spacca un casino.


To The Ansaphone – s/t 10″ (Holidays Records)

Sta al disco su Heartfelt come Cough stava a Black Eyes (tipo). Nel loro caso invece di suonare This Heat suona Supersilent. Batterie ovunque. Bentornatissimi.


Aa – Gaame (Gigantic)

Daa quaalche paarte traa Vooredoms, indie pop, world music e now(!)waave. Sembraano dei cretini, maa faanno staare bene.


Slaraffenland-Private Cinema (Rumraket)

Se mi assicurano che “sì, è effettivamente questo il nostro cinema” faccio l’abbonamento da qui al 2010.


The Pyramids- The Pyramids (Domino)

Due degli Archie Bronson Outfit che fanno un disco più tirato degli ultimi Archie Bronson Outfit.


Lucertulas-Tragol De Rova (RobotRadio)

Math-noise delirante ed urticante. Con buone prospettive.


Nelson – Revolving Doors (Diamondtraxx)

Degli altri succhia-wave a caso tipo quelli sotto.


The Wombats – A Guide to Love, Loss and Desperation (14 th Floor )

Ne arrivano altri, fra Interpol-(ma che colpa ne hanno loro?) ed Arctic Monkeys. Più inutili del solito.


Numbers – Now You Are This (Kill Rock Stars)

Ex Contorsions-wannabe declassati a Stereolab-wannabe. Piacciono alla gente che piace. Io non piaccio.


Magic Bullets-A Child But In Life Yet A Doctor In Love (Words On Music)

Pop-wave analcolica. Roba che non berrebbe nemmeno Clint Eastwood nel deserto de Il buono, il brutto e il cattivo.


Celebration-The Modern Tribe(4Ad)

Il disco omonimo (con live seguente) ci era piaciuto un sacco. Oggi la sostanza è la stessa, solo che cercano più la canzone. Peccato.


Supersilent – 8 (Rune Grammofon)

Sempre meno percussivi e più ambientali, post-tutto e proto-tutto. IL gruppo avant.


Enon–Grass Geysers…Carbon Clouds (Touch and Go)

Nell’epoca dell’assimilazione totale, gli Enon fanno il loro disco più scorbutico. Nulla di memorabile, ma melodie post punk di gradevole compagnia.


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