Gonja Sufi – A Sufi And A Killer (Warp)

Anni ’10.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Vinegar Socks – s/t (Grinding Tapes)

Il grand tour di Beirut e il vascello architettato dai Decemberists hanno fatto proseliti pure fra i classicisti del Mandrione. Gran disco, Zeppo asso yiddish.


Nastro – s/t (To Lose La Track)

Giovanotti Mondani Meccanici in botta Lodola / Mein Kraftwerk, sulla mezzeria tra afro-futurismo e rischio Krisma: legioni di mutanti combattono sui surf.


Rachel Grimes-Book Of Leaves (For Solo Piano) (Ruminance)

Anche Music For Egon Schele è un paragone forzato, perchè qui la Grimes è tutta nuda col fantasma di Satie. Ed è meglio che in foto.


Lightning Dust-Infinite Light (Jagjaguwar)

Dai Black Mountain alla seconda prova Lightning Dust. Amber Webber e Joshua Wells: molto bene.


Marcilo Agro e il Duo Maravilha – Sono uscite le materie (Halidon)

Svincolatisi dai Kings of Convenience, i novaresi rossoblù tornano al liceo fra diari e antologia. “Ora andate tutti affanculo”, lo dicono loro e lo ripeto io.


JouJoux d’Antan – MiVoglioBeneComeUnFiglio (Kandinsky Records)

Mettetevi col microscopio a fotografare la genesi italiana di un nuovo phylum, forse limitato al primo esemplare. Barocco e serissimo, accecante e imbambolato.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


The Cesarians – The Cesarians (Imprint)

Sempre dalle parti di Nick Cave e James Johnston. Decadenti e teatrali sino al midollo, però la canzone migliore resta Flesh Is Grass.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Variety Lab – Team up! (Pschent)

Le ospitate crasse la rendono quasi una compila, senza punti deboli peraltro in quanto a groove e senso dell’estate. Presente gli Isis? Qua sta il loro opposto.


Freaky Mermaids – Freaky circus (‘Aveit)

Sincerità…è un bel disco in stile senza truccarsi da freak. Forse perché le CocoRosie bresciane Laura, Ombretta e Angela non sono cesse come Arisa, tutt’altro.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


Impossible Hair – What Is The Secret Of Impossible Hair? (Self Released / Dischord Direct)

Area Guided By Voices-Pixies. Perimetro Party Of One. Passa bene.


Wavves – Wavvves (Fat Possum)

Per metà disco un grande garage-wave per surfisti, per l’altra metà no.


Fitness Forever – Personal train (Pippola/Elefant)

Estate tutti i giorni, o non è estate mai. C’era una casa molto carina, e azul. Bacharach nei Pizzicato5 al jukebox sulla Rotonda. Persone vere e belle. Smash.


Squares On Both Sides – Indication (Own Records)

Folktronica autorale con pulviscoli gastrdelsoliani alla moviola. Own Records mette la garanzia.


Vessels-White Fields and Open Devices (Cuckandoo Records)

Contaminazione incontaminata, catartica per lo più.


The Fuzztones – Horny As Hell (Electrique Mudd)

Yes, they can.


Dente – L’amore non è bello (Ghost)

Il primo che dice “se non è litigarello” lo do in pasto a Capezzone. Dente va alla conquista dell’Italia anni Zero,nelle mani un fiore e il bignami di Battisti.


Julie’s Haircut – Our secret ceremony (A Silent Place)

Scollati dalle radici, Luca G e Co. collidono nello spazio con Fujiya & Miyagi: tra motorik e peyote, Father James Murphy potrebbe mettere le mani su Exorcism.


Dent May And His Magnificent Ukulele – The Good Feeling Music Of (Paw Tracks)

Un tipo del Mississippi con ukulele, voce alla Lekman e faccia da sfigato. Funziona, ma dalla Paw Tracks ci aspettiamo ben altro.


The Slowmovies – Nyctanthes (Dust Wind Tales)

Il negativo della party lounge d’inizio secolo.Jazzrock cameristico che nell’ostrica include la perla Surfing Carioca,ottoni delle 3 di mattina per gotan Bowie.


Neil Halstead-Oh! Mighty Engine (Bushfire Records)

Grazie a Diego non serve nemmeno un sms.


Mercury Rev-Snowfalke Midnight

Qui nessuno aveva ancora scritto del disco prog dei Mercury Rev. Piace (molto) a chi trasporta Giambattista Vico e i suoi cicli in musica. Io non lo faccio.


New Bloods-The Secret Life (Kill Rock Stars)

Femmine. Violino-basso-batteria. Post (wave) punk. Ironiche. Simpaticamente di passaggio.


The Dead Science- Villainaire (Constellation)

Teatrali e barocchi, epicizzano Jamie Stewart e la fanno pure franca. Meglio, per dire, delle ultime 12 recensioni sms qui esposte.


Calibro35 – s/t (Cinedelic)

Un torbido muro di suono nero al servizio segreto della storia d’Italia, con bassline rock e L’Appuntamento: ora li vogliamo alle prese con creazioni proprie.


The Child Of A Creek – Unicorns still make me feel fine (Dust Wind Tales)

L’artigiano nell’era della riproducibilità tecnica: con bodhràn,home taping e balalaika,il suono rimbalza da tutte le parti. Lorenzo assalta il mondo: e  vince.


Lambchop-Oh (Ohio)- (Merge)

Kurt Wagner è sereno. Se fossi credente godrei nella convinzione di un Dio sereno. Per inerzia oggi sono gaudente.


Uzi & Ari- Headworms (Own Records)

Solito Ben Shepard in salsa The Album Leaf (con Tom Yorke e l’indietronica e la madonna di RoncoCampoCanneto). Salsa che piace anche se santificata.


Grails-Doomsdayer’s Holiday (Temporay Residence)

Psych-prog-rock ’70 molto psych. Fatto con una certa dignità (molto psych anche quella).


Okie Rosette-Leap Second (Monotreme Rec.)

Felix Costanza riconcilia con cantautorato indie-folk d’annata. Una volta nelle recensioni scrivevano obliquo.


The National-Virgina Ep (Beggars Banquet)

Ep di immense dimensioni. Come è immensa la sua inutilità. Peccato, ma ai chierichetti andrà bene lo stesso.


TaughtMe-Lady (Own Records)

Uzi & Ari placati decidono di sussurrare l’emotività senza troppo clamore tronico. Sia in salute che in malattia.


Micah P. Hinson – And the Red Empire Orchestra (Full Time Hobby)

Siamo passati al tabagismo elegante. Ma si fuma sempre in fattoria. DDA


Silver Ray-Homes For Everyone (Broken Horse)

Art-pop-prog-post-rock di notevole pesantezza.


French Cowboy & Lisa Li-Lund-Share Horses (Havalina Records)

Folk-pop un pò malinconico. Per chiarire:Yo La Tengo ascoltati bene. Un bravi anche per questo.


64 Slices of American Cheese – s/t (autoprodotto)

Cavalcata doom + titoloni + indolenza texmex + ironia retrò + spazzole esponenti + Bacharach matematico. E parlo di meno della metà dei pezzi! disco dell’anno.


Daniele Maggioli – “Pro loco” (Interno 4 + NDApress)

antiRiviera! Senza peli sulla lingua! Giornali di donne nude! (vero, il book allegato, nde). Ma anche “club Tenco!”: bisogna evitare di farne una mummia.


Peluqueria Hernandez – s/t (Dischi Strambelly)

Allucinazioni da heatwave, ma invece della radio del ghetto a sfondare le casse è Mexican Radio. No peyote: Ventures coniugati deserto da don Buscaglione.


Le Gorille – s/t (Nino Records)

Whitexploitation da Calibro 35 appena assettati, drughi di Alex ed East Rodeo folies: se lo ascolta Silvio gli piglia un drizzone. E’ son livornesi…


Joan of Arc-Boo! Human (Polyvinyl)

“Boo! Human” non è un disco eccezionale. Ma, ditemi voi, come ci si può lamentare di Tim Kinsella?!?


Simone Massaron Featuring Carla Bozulich-Dandelions On Fire (Long Song Rec.)

Noise-blues molto epidermico.


Thalia Zedek Band-Liars And Prayers (Thrill Jockey)

Prima di incensare una slabbrata qualsiasi, ascoltate un pezzo a caso del disco, tipo We Don’t Go. Come ai vecchi tempi


Mark Stewart – Edit (Cripple Dick Hot Wax)

Industrial-hop mongoloide con Mark Stewart a latrarci sopra, tipo il classico disco che potrebbero fare tutti -e non si capisce perché non faccia mai nessuno.


Putiferio-Ate Ate Ate (RobotRadio Records)

Decostruzione violenta e spaccatutto. Con Favero, Woolter, Mirko e Panda. Compare anche Luca Mai. U.S.Maplestyle.


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