Yeasayer – Odd Blood (Secretly Canadian)

Coralità, bagliori, electro-synt-pop chiangiante ma anche no: detto che l’esordio non era poi questa meraviglia, qui siamo proprio alla rottura di maroni.


Hot Chip – One Life Stand (Parlophone)

Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse ad ascoltare dischi come One Life Stand. E non solo per il pop sintetico del cazzo.


Antarte – s/t (autoprodotto)

Musica per giocare a carte.


Decemberists-The Hazards Of Love (Capitol)

Quando un uomo con buon gusto incontra un uomo heavyprogressive, quello heavyprogressive dovrebbe essere un uomo morto. Purtroppo Meloy è ancora vivo.


The Fiery Furnaces- Remeber (Thrill Jockey)

Due ore e passa di rococòpop. Penso non occorra aggiungere altro.


The Verve – Forth (Parlophone)

Brit-psych-pop di terza categoria al posto della grandeur anni ’90. Forse i dischi solisti di Ashcroft facevano così pena che ha smesso di credersi Gesù Cristo.


Silver Ray-Homes For Everyone (Broken Horse)

Art-pop-prog-post-rock di notevole pesantezza.


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