Four Tet – There Is Love In You (Domino)

Questo disco costa quanto due long drink messi insieme, ma riesce a essere mille volte più ubriacante. E non causa disfunzione erettile. Effetti collaterali?  Lui è un figo. Voi no.


Wisp – The Shimmering Hour (Rephlex)

Ce lo spacceranno per qualsiasi cosa: dall’IDM (ingannati dalla label) al rituale (ingannati dalla copertina) fino al dubstep (ingannati dai tempi), invece è la solita roba di dieci anni fa, solo post-coitale.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tiga – Ciao! (PIAS)

Questo ragazzo dovrebbe pensare più alla roba seria (Gentle Giant(s) e qualcos’altro) e meno alle cazzate; l’età dell’innocenza perduta a briscola è passata da un pezzo per tutti.


Boxcutter – Arecibo Message (Planet Mu)

Finisce un po’ per perdersi tra l’enciclopedismo elettronico e la manualistica reasoniana, ma c’è ed è reale.


Hell – Teufelswerk (International Gigolo)

Nel primo disco riesce a tumulare Bryan Ferry e Puff Daddy in una straordinaria coerenza teutonica-loveparade, nel secondo si inventa un Ummagumma electroclash. Un uomo che gestisce duro.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


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