Picastro – Become Secret (Monotreme)

Liz Hysen reitera you will never grieve again, you will never love again e vorresti far sesso col verbo reiterare.


Balmorhea – Constellations (Western Vinyl)

Titolo perfetto per band quasi perfetta nell’esplicare il concetto di stare bene attraverso una strumentalità che rivaluta il termine intimismo.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Kollaps Tradixionales (Constellation)

Alleluia, la musica è risorta. Il miglior disco dei SMZ senza il Tra-La-La Band nella ragione sociale. My Efrim My King.Waltz For Sophie.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Richard Skelton – Landings (Type)

Naturalismo scopabile anche da chi odia il riverbero acustico più introspettivo. Disco dell’anno a prescindere.


Rachel Grimes-Book Of Leaves (For Solo Piano) (Ruminance)

Anche Music For Egon Schele è un paragone forzato, perchè qui la Grimes è tutta nuda col fantasma di Satie. Ed è meglio che in foto.


Mansfield.tya – Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)

Tipo: se uno gode Tara Jane O’Neil e Shannon Wright va sul sicuro. Se non le gode sono cazzi suoi.


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


Scott Matthew – There Is An Ocean That Divides…. (Glitterhouse Records)

->: There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That’s So Violent To Cross It Could Mean Death. Amatelo, non è Patrick Wolf.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


She Said What – s/t (Marsiglia Records)

Breeders dadaiste che su myspace citano Saragat. Un compasso fra Genova e Londra che marina la scuola, bei quarti d’ora un po’ deficienziali: volercene altre.


Christopher Tignor – Core Memory Unwound (Western Vinyl)

Intimismo classico, fra avant ed isolazionismo. Ascoltare gli Slow Six per approfondire.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)

Un mondo senza Bill Callahan non andrebbe nemmeno immaginato.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Variety Lab – Team up! (Pschent)

Le ospitate crasse la rendono quasi una compila, senza punti deboli peraltro in quanto a groove e senso dell’estate. Presente gli Isis? Qua sta il loro opposto.


Animal Hospital – Memory (Barge Rec.)

Passatempi pomeridiani fra Chicago e Hotel2Tango.


Sara Lov-Seasoned Eyes Were Beaming (Nettwerk)

Tipo Beatrice per Dante o Chloë Sevigny per Larry Clark. Simple and sad with a shot of scotch (cit.)


Bronnt Industries Kapital – Hard For Justice (Get Physical)

Passare su Get Physical per un gruppo del genere (con un docile disco della Stramadonna alle spalle) significa grossi compromessi; si svela il meccanismo  e un po’ di loungeria, ma perchè no, in fondo.


Airportman e Tommaso Cerasuolo – “Weeds” (Lizard)

La via piemontese alla cover di classe omogeneizzata: lunedì sera in taverna e buona la prima, specie se anni Ottanta o canzone d’autore. Alieni a Radio Deejay.


Balmorhea- All Is Wild, All Is Silent (Western Vinyl)

Sparate a Paola Ellisse e ascoltate la pacatezza orgiastica. Come farsi Rachel’s, Aerial M e Dirty Three senza sporcare le lenzuola.


Boredoms – 77 Boa Drum (Commmons)

777 The Numer Of The Drum.


Mountains – Choral (Thrill Jockey)

Ti getti dal 20° piano, ma alla moviola, e vedi tanta di quella roba che vorresti tornare su e rifarlo. Per questo crederai di cadere sul cielo, non sul rusco.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Cani Sciorrì – Parte IV (Escape From Today)

HC italiota de noartri, Refused, Helmet e adrenalina a mille. Rock’n’groove che colpisce palle, cuore e sorrisi. Botta coi controcazzi.


Trouble Books – The United Colors Of Trouble Books (Own Records)

Elogio della bassa fedeltà. Fra ambienti autorali e pop-elettro-folk riservato. Per dire, il contrario di Minucci.


Jimi Tenor & Kabu Kabu – 4th Dimension (Sähkö Records)

Prende anche bene, tra salti laterali  di jazz trasversale(F. Kuti ed Etiopia), funkettoni striscianti e tutto il nécessaire soulettoso. Ma. Omaggio senza il colpo che uccide.


Vessels-White Fields and Open Devices (Cuckandoo Records)

Contaminazione incontaminata, catartica per lo più.


The Fuzztones – Horny As Hell (Electrique Mudd)

Yes, they can.


Dente – L’amore non è bello (Ghost)

Il primo che dice “se non è litigarello” lo do in pasto a Capezzone. Dente va alla conquista dell’Italia anni Zero,nelle mani un fiore e il bignami di Battisti.


Barzin – Notes to an absent lover (Monotreme)

Se ci fosse un dio, oltre a chiedere scusa parlerebbe per bocca di Barzin. Ma –pur nell’eccellenza- è un reato, Delso, preferire l’ovatta di “My life in rooms”?


Dresda – Pequod (Marsiglia Records)

Sturmundrang sordo e umorale che chiede permesso poi filma, tosto disintegra, indi racconta e torna nella cornice: pria che la netlabel poté last.fm. Linkorama.


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


To Live And Shave In L.A. – Merely Resurrected (Heavy Psych)

O del fare a pezzi merda, electronics, provenienze per trovare nuove [a]to{n/m}alità. Musique acusmatica XXI siècle’s mixtape.


Black Eyed Dog – Rhianuledada (Ghost)

Parrinieddu canta con bronchi smooth e strumenti inconsistenti (cit.) un bene di rifugio affrescato da Roberto Amoroso: il capolavoro è Salina’s. Esce il 16/1.


The Slowmovies – Nyctanthes (Dust Wind Tales)

Il negativo della party lounge d’inizio secolo.Jazzrock cameristico che nell’ostrica include la perla Surfing Carioca,ottoni delle 3 di mattina per gotan Bowie.


Neil Halstead-Oh! Mighty Engine (Bushfire Records)

Grazie a Diego non serve nemmeno un sms.


Taras Bul’ba- Secrets Chimiques (Wallace)

Rabbia noise consolatoria (materia wallace). Consigliata ad un fortitudino incazzato per le sue pessime scelte originarie.


Barzin-Notes To An Absent Lover (Monotreme)

Sms a Dicembre, per metterlo fra i dieci dischi 2008. Uscirà a Marzo, così ci sarà spazio nelle classifiche 2009. Commozione alt-slow-no-pop ( cantautorale).


Jewels For A Caribou – The land of nasty toys (Ribéss)

Nel dubbio se la voce di Alberto Casadei sia più Cave o Lanegan,lambiccarsi con la pressoché perfetta Smile little girl: il mito di Sergio Leone arriva fin qua.


Vic Chesnutt, Elf Power And The Amorphous Strums – Dark Developments (Orange Twin)

Con i Silver Mt.Zion ha superato il cielo. Ora osserva l’autunno  e lo descrive in stile classico. Respirando. E la superiorità resta imbarazzante.


Piano Magic – Dark Horses Ep (Make Mine Music)

Fulgori elettrici in stanza chiuse. Meno di venti minuti che ricordano a tutti chi è Glen Johnson.


Sense Of Akasha – People do not know who rules (Riff Records)

La sorpresa del mese viene da Brunico: Akasha salva indietronica e postrock battendo un cuore non artificiale. I piedi nel 2008,estetica ed etica d’altri tempi.


Jean Philippe Goude – Aux solitudes (Ici d’Ailleurs)

In penombra,la partner e un vino fresco,dentro un’opera d’arte. Avanguardia baltica,sopranista,piano minimale e tubular bells. Io l’ho fatto,fatelo anche voi.


Mogwai-The Hawk Is Howling (Matador)

Togliamo The Sun Smells Too Loud. Resta la purezza restia agli scatti in avanti. Classico minore, ma vedendo i cloni, dal metal al pop, ci commuoviamo sempre.


Damien Jurado-Caught In The Trees (Secretly Canadian)

Ah, mentre discutete di Conor e Will, sappiate che Damien Jurado ha fatto l’ennesima perla. Non vi tedio oltre, continuate a spiegarmi il concetto di evoluzione


The New Year-The New Year (Touch And Go)

Splendido come sempre, solo con qualche sfumatura di piano in più. Se non fossero esistiti i Bedhead sarebbero il miglior gruppo della saga Kadane.


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