Vinegar Socks – s/t (Grinding Tapes)

Il grand tour di Beirut e il vascello architettato dai Decemberists hanno fatto proseliti pure fra i classicisti del Mandrione. Gran disco, Zeppo asso yiddish.


Inserire Floppino – Grotta esci (Tafuzzy Records)

Palpebre chiuse per non ammiccare più, Psico si getta in un mare di droni e gimnopedie e approda sano e salvo nella discocieca del Port Royal.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Moon Wiring Club – Shoes Off And Chairs Away (Gecophonic Audio Systems)

Che dire: Lovecraft che se ne va di twilight zone e BBC Radiophonic Workshop: scorie d’informazione didattica post-prenucleare: groove d’altroquandodove. Uguali a loro stessi, disarmanti e superiori.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Dresda – Pequod (Marsiglia Records)

Sturmundrang sordo e umorale che chiede permesso poi filma, tosto disintegra, indi racconta e torna nella cornice: pria che la netlabel poté last.fm. Linkorama.


The Slowmovies – Nyctanthes (Dust Wind Tales)

Il negativo della party lounge d’inizio secolo.Jazzrock cameristico che nell’ostrica include la perla Surfing Carioca,ottoni delle 3 di mattina per gotan Bowie.


Calibro35 – s/t (Cinedelic)

Un torbido muro di suono nero al servizio segreto della storia d’Italia, con bassline rock e L’Appuntamento: ora li vogliamo alle prese con creazioni proprie.


64 Slices of American Cheese – s/t (autoprodotto)

Cavalcata doom + titoloni + indolenza texmex + ironia retrò + spazzole esponenti + Bacharach matematico. E parlo di meno della metà dei pezzi! disco dell’anno.


Le Gorille – s/t (Nino Records)

Whitexploitation da Calibro 35 appena assettati, drughi di Alex ed East Rodeo folies: se lo ascolta Silvio gli piglia un drizzone. E’ son livornesi…


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band – 13 Blues For Thirteen Moons (Constellation)

Sciogliete le camere e sputate i cuori. Dopo BlindBlindBlind i riferimenti saranno illegali, i commenti inutili e tutta la musica in morte cerebrale.


Sicilian AV Project – s/t (MSK)

Più outtake jazzato di Merola Matrix che colonna dronica a Sciascia, il lavoro di Nino Musco fonde anima e aperitivo in dosi imperfette, ma sulla retta via.


Les Savy Fav – Let’s Stay Friends (Frenchkiss)

La loro versione definitiva è una sorta di psichedelia punkyfunky per omicidi seriali tipo U2 meets Album dei PIL. Sostanzialmente inattaccabili.


Worrytrain-Fog Dance, My Moth Kingdom (Own Records)

Piano, archi e schizzi acustici da camera miscelati a noise elettronico per cinematografia delirante. A volte si perde, ma quando è figo è (terribilmente) figo.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


Blue States – First steps into (Memphis Industries)

Nel 2001 io adoravo loro e Kekko i Korn. Oggi Kekko non adora più i Korn ma io continuo ad adorare loro. Cosmici, direbbe Fontecedro. File under: Air, Axelrod.


AA.VV. – Manituana OST (CasaSonica)

Dove c’è Gatto Ciliegia c’è casa. Ma c’è anche il peggio della label torinese. Come la mettiamo? Più che altro, dove: cioè da parte. Ok giusto i Post@l Market.


Lu – Eclectique Walk (luonline.it)

Amélie nella Piovra. Merola Matrix sulla Vucciria, più easy. Quasi tutto da solo: scrivi compositore, leggi genio. Oltre Comelade e Tesi, quasi Tiersen.


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