Holly Miranda – The Magician’s Private Library (XL)

E’ amica di Scott Matthew. Quindi anche amica nostra.


Four Tet – There Is Love In You (Domino)

Questo disco costa quanto due long drink messi insieme, ma riesce a essere mille volte più ubriacante. E non causa disfunzione erettile. Effetti collaterali?  Lui è un figo. Voi no.


Eels – End Times (Vagrant)

Mr E è qui per ricordarci che una vita di merda può capitare a tutti, ma costruirci sopra una carriera di belle canzoni è una cosa che riesce solo ai migliori. Lui E’ i migliori.


Nirvana – Live at Reading (Geffen)

La solista speculaz… naaaaah. Disco dell’anno. 1992, per la precisione.


The Soft Pack – The Soft Pack (Kemado Records)

I Feelies erano gli R.E.M. nerd. Gli Strokes? I Feelies fighetti.
I Soft Pack stanno un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Come l’UDC. Ma meglio


The Flaming Lips – Embryonic (Warner)

Belli, doppi, e pelosoni


Oneida – Rated O (Jagjaguwar)

Tre ore di pippe e nessuna eiaculazione.


Let’s Wrestle – In the Court of the Wrestling Lets (Stolen Recordings)

Chiunque sceglie di copiare i Dinosaur JR, piuttosto che i Pavement, è mio amico.
Essi lo sono.


Conor Oberst & The Mystic Valley Band – Other South (Merge)

Bisognerebbe spiegare a Conor che ogni tanto dovrebbe considerare l’idea di trombare piuttosto che incidere dischi.


Grizzly Bear – Veckatimest (Warp)

Gli Animal Collective senza urletti e nomignoli del cazzo. Ma forse pure meglio.


My Latest Novel – Death & Entrances (Bela Union)

La più bella cosa uscita dalla Scozia degli anni zero.


Mos Def – The Ecstatic (Downtown)

Mos Def, Jay Dilla, Madlib,  e i Neptunes. Mancano solo la Madonna e il Cristo Redentore anche se risulterebbero quantomeno inferiori.


Wilco – Wilco – The Album (Nonesuch/Warner)

“E’ piu facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che gli Wilco facciano un disco di merda”. Regno dei cieli. Sempre e comunque.


Banjo or Freakout – Covers (Autoprod.)

Il più grande musicista torinese residente a Londra.


Animal Collective – Merryweather Post Pavillion (Domino)

“Uno dei migliori dischi del 2009″. L’ha detto Wire, ed io credo a Wire quasi quanto credo a Colin Newman.


Dischi dell’anno 2008 – Colas

A Bristol c’è un castello piccolo popolato di negri che inseguono volpi mentre Emma gioca con dieci pietre. Le aquile accelerano nel distorto cielo di aprile.


Bon Iver – Blood Bank EP (4ad)

Quattro canzoncine che servono solo a ricordarci quanto questo tizio la sappia davvero lunga.


Neil Young – Sugar Mountain. Live at Canterbury House 1968

Il classico disco nuovo/vecchio di Neil Young dove lui se la canta e se la suona. Only for fans. Tenendo presente che tutti DEVONO essere suoi fan.


Kanye West – 808’s & Heartbreak

Dio Kanye!


Mark Kozelek – Finally LP (Caldo Verde)

Mark Kozelek che canta una canzone degli Husker Du. Il resto mancia.


The Dears – Missiles (Coop Music)

Stanno alla musica come Bargnani alla NBA. Finiranno la stagione con una media da doppia cifra fissa, ma resteranno per sempre gregari.


Jay Reatard – Singles 08 (Matador)

Rockerolla! Basta la parola.


Keane – Perfect Simmetry (Island/Universal)

Siamo sicuri che servano 160 caratteri per descrivere la merda?


El Guincho – Alegranza (Young Turks/Coop Music)

La classica pitchforkata un po’ etno, un po’ avant, un po’ Animal Collective. Insomma, volevo tanto stroncarla, ma non ci riesco. Fate voi?


The Acorn – Glory Hope Mountain (Paper Bag Records – Cooperative Music)

Fondamentalmente il cantante di questo gruppo ama tanto sua mamma. Talmente tanto che ha fatto un disco per lei e che parla di lei. Oh, è pure bello (il classico slow core da “veranda“).


Kaiser Chiefs – Off With Their Hands (Universal)

La prima canzone è un accrocchio barocco-finto metal-spagnoleggiante che fa rimpiangere i Queen di Innuendo. Ed è l’unica cosa degna di nota di questo disco di merda.


Paul Westerberg – 49:00 (Tune Core)

Il titolo è la durata e il costo (in centesimi). Il rapporto qualità prezzo è lo stesso di un vibratore Durex Play. Un ottimo affare


Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip)

Tutti pronti a sbrodolarsi per le new sensation alt-folk-freak americane che quasi non si accorgono dell’oro nascosto sotto il materasso di casa. Questo oro qua.


AC/DC – Black Ice (Sony BMG)

Più che musica, fanno cosplay. E grazie a Dio non Coldplay


Women – Women (Jagjaguwar)

I This Heat dovrebbero riscuotere delle royalties per parecchi dei gruppi usciti fuori negli ultimi anni. Questi li ripagano con stile.


TV On The Radio – Dear Science (Touch & Go)

Per idee, arrangiamenti, suoni e sfrontatezza sembrano la nazionale dei giganti che va a giocare nel campionato dei lillipuziani. E vincono.


The Black Angels – Directions to See a Ghost (Light in the Attic)

Droga dell’anno.


The War On Drugs – Wagonweel Blues (Secretly Canadian)

Una E Street Band con la tendenza a buttare tutto in caciara ed un songwriter che non è Bruce Springsteen, ma va bene lo stesso. Sorpresona.


The Baseball Project – Frozen Ropes and Diyng Quails (Yep Rock)

Forse Alex Rodriguez si scopa Madonna. Wynn-McCoughey-Buck-Pitmon si scopano tutti. Disco per l’estate 2008 (in un mondo onesto).


Tricky – Knowle West Boy (Domino)

Da padre del trip hop ad autore di una cover dei Subsonica. Non è malaccio, ma basta!


Oxford Collapse – Bit Happens (Sub Pop)

Gente cresciuta a suon di Pixies, Husker Du e Swell Maps che fa musica in grado di salvare dal lato oscuro ragazzini cresciuti a Franz Ferdinand, Interpol e Arctic Monkeys. Promossi.


D+ (Bret Lunsford + Phil Elverum + Karl Bau) – On Purpose (Knw-Yr-Own)

Mentre voi continuate a stirarvi le frangette, noi ci ascoltiamo questa roba. Voi scopate sicuramente di più, ma siete messi peggio.


The Dodos – Visiter (French Kiss Records)

Folk, minimale, e un po’ pazzarello. E nonostante tutto anche pop. Disco dell’anno?


Sonic Youth – Hits Are Squares (Starbucks)

Risparmiate i soldi che avreste speso per questa raccolta di pezzi noti scelti dai soliti noti e compratevi “Evol”. O un frappuccino.


Santogold – Santogold (Downtown/Atlantic Years)

Del genere: ragazza di esotici natali che canta su basi electro sbarazzine. Tipo M.I.A. ma non sarà mai MIA.


Coldplay – Viva la Vida or Death and All His Friends (Emi)

Un titolo così di merda riesce a vanificare addirittura l’aver fatto un disco infinitamente migliore della porcata precedente.


Spiritualized – Songs in A&E (Universal)

Jason Spaceman ha visto Dio. Era meglio quando sembrava posseduto dal demonio, ma va bene lo stesso.


Sigur Ròs – Með suð í eyrum við spilum endalaust (Emi)

In Islanda devono aver scoperto gli Animal Collective giusto l’altro ieri. Bella pe’noi!


Primavera Sound 2008

I negri vincono sugli indie. Mascis, Mould e Mission of Burma vincono sui negri.Malkmus pareva Santana. David Berman, invece, Dio. I Sebadoh non avevano voglia. I Polvo sì. Gli Animal Collective valevano un trenino.HOLY FUCK!


Scarlett Johansson – Anywhere I Lay My Head (Warner)

Le canzoni di Tom Waits. I suoni dei Tv On The Radio. Le tette di S.Johansson e la voce di Romina Power. Poteva essere brutto. Non lo è.


Micah P. Hinson – The Surrendering Ep (Houston Party)

Serve giusto giusto a fermare la crisi d’astinenza. Perché siamo tossici di un tossico. Soprattutto se scrive e canta canzoni come queste.


The Notwist – The Devil: You & Me

Per metà capolavoro. Il resto è così così. Meglio comunque del 90% del resto di quella roba che chiamiamo indietronica.


Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato (Universal)

Dopo un disco rock compatto e bilingue, un disco italiano (italiano degli anni’70) e fortemente disomogeneo.

Tipo un frullato da bere dopo Carosello. Prima di andare a letto. Buono.


Black Keys – Attack & Release (Cooperative Music)

Dai campi di cotone alle feste vip del Fuorisalone (grazie a Danger Mouse). E’ l’evoluzione del blues, baby. E nonostante tutto, ci piace.


The Last Shadow Puppets – The Age of The Understatement (Domino)

Ovvero: giovani cool, trombatori di tutte le modelle del mondo, che confezionano un disco country western/60’s/pop. Io li stimo. E l’album spacca.


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