Spaghetti Anywhere – s/t (Toy Soldier Records)

Tra i pochi flatsharing riusciti, il C86 adulto illumìna i pesciolini con pugni fra ubriachi e rifiuti sentimentali nell’età di passaggio: le ciliegie di Sarah.


A Singer Of Songs – Old Happiness (Hi54lofi)

Se Oberst anni fa avesse scelto un look minimale griffato Damien Jurado ci saremmo smanettati con destra e sinistra. Lo facciamo ora con Lieven Scheerlinck.


Holly Miranda – The Magician’s Private Library (XL)

E’ amica di Scott Matthew. Quindi anche amica nostra.


Hot Chip – One Life Stand (Parlophone)

Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse ad ascoltare dischi come One Life Stand. E non solo per il pop sintetico del cazzo.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Marcilo Agro e il Duo Maravilha – Sono uscite le materie (Halidon)

Svincolatisi dai Kings of Convenience, i novaresi rossoblù tornano al liceo fra diari e antologia. “Ora andate tutti affanculo”, lo dicono loro e lo ripeto io.


Thank You For The Drum Machine – New adventures on analogue machines (Live Global)

Altro che quello che se ne legge “in giro”: dopo Atari, Trabant, Late Guest e Did la penultima coolness brit’n’roll + (fu) robotic rave li rende indiecredibili.


JouJoux d’Antan – MiVoglioBeneComeUnFiglio (Kandinsky Records)

Mettetevi col microscopio a fotografare la genesi italiana di un nuovo phylum, forse limitato al primo esemplare. Barocco e serissimo, accecante e imbambolato.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Davide Di Sarò – We all belong to our before (Run!Run!Run!)

Se non fosse stato per il sangue sarebbe rimasto nascosto dov’era, cioè in Canada (cervello in fuga?). Invece per metà disco è l’indiepoprock come natura crea.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tiga – Ciao! (PIAS)

Questo ragazzo dovrebbe pensare più alla roba seria (Gentle Giant(s) e qualcos’altro) e meno alle cazzate; l’età dell’innocenza perduta a briscola è passata da un pezzo per tutti.


Variety Lab – Team up! (Pschent)

Le ospitate crasse la rendono quasi una compila, senza punti deboli peraltro in quanto a groove e senso dell’estate. Presente gli Isis? Qua sta il loro opposto.


Tecnosospiri – I lupi (CinicoDisincanto)

Dico solo che il baustellometro ha crashato, ma si può essere seri e spietati anche usando leggerezza e melodia. Per i fan, dietro ci stanno Andiloro e Verardi.


Airportman e Tommaso Cerasuolo – “Weeds” (Lizard)

La via piemontese alla cover di classe omogeneizzata: lunedì sera in taverna e buona la prima, specie se anni Ottanta o canzone d’autore. Alieni a Radio Deejay.


AA.VV. – Il Paese è reale (Casasonica/FNAC)

Operazione salvataggio non riuscita. Di lusso solo Afterhours e Dente, qualcun altro resta a galla. Distribuisce la francese Fnac: si corre il rischio Alitalia?


Fitness Forever – Personal train (Pippola/Elefant)

Estate tutti i giorni, o non è estate mai. C’era una casa molto carina, e azul. Bacharach nei Pizzicato5 al jukebox sulla Rotonda. Persone vere e belle. Smash.


Squares On Both Sides – Indication (Own Records)

Folktronica autorale con pulviscoli gastrdelsoliani alla moviola. Own Records mette la garanzia.


Mt. Sims – Happily Ever After (Hungry Eye)

Lasciato al verde da Hell, molla l’electroclash e fa su un trio di gay-trendy-wave a metà tra i Sisters Of Mercy e le magliette Emily The Strange: non peggio del solito ma chiaramente non bene.


The Fuzztones – Horny As Hell (Electrique Mudd)

Yes, they can.


A Place To Bury Strangers – A Place To Bury Strangers (Killer Pimp)

Death By Audio Distorpio Shoegaze. Vera figheria.


Dente – L’amore non è bello (Ghost)

Il primo che dice “se non è litigarello” lo do in pasto a Capezzone. Dente va alla conquista dell’Italia anni Zero,nelle mani un fiore e il bignami di Battisti.


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