Langhorne Slim – Be Set Free (Kemado)

Qualcuno parlerà di maturazione definitiva per autoralità classic rock. Qui pare un doppio passo indietro anche mezzo previsto.


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Misophone – I Sit At Open Windows (Another Records)

Dopo tredici album invisibili, da due anni hanno scoperto l’ebrezza dell’uscita discografica. Daniel Johnston vede M.Ward provvede.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Impossible Hair – What Is The Secret Of Impossible Hair? (Self Released / Dischord Direct)

Area Guided By Voices-Pixies. Perimetro Party Of One. Passa bene.


The Prodigy – Invaders Must Die (Take Me To The Hospital)

A momenti si ricordano di aver fatto Experience e ci batte tanto il cuore, in altri si ricordano di aver fatto The Fat Of The Land e siamo tristi. Ma la macchina ormai è avviata e Warriors Dance scudeggia: bentornati.


Deerhoof – Offend Maggie (Kill Rock Stars)

Vista la presenza di SMS metallosi come il drago di Comacchio, sembrava brutto lasciare fuori la (ex)bimba Satomi.Anche se Offend Maggie aggiunge poco alla (bella) storia.


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