Liars – Sisterworld (Mute)

Non siamo ai livelli di Streghe e Tamburi, ma sicuramente meglio della precedente raccolta di scarti camuffata da “album di canzoni”.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Simplemen Think – Rapid act in modern trash (Upupa)

Due chitarre senza basso, padovani, incazzati? Non i Redwormsfarm, ma i loro figliocci a copia carbone. Compaiono Cane e Serpente, produce Giorgio (TIOGS).




Fuck Buttons – Tarot Sport (ATP)

Solite melodie goa-trance aggiornate alla moda indie-NY del rumorismo ballabile. Parte 2.


Brian Harnetty & Bonnie Prince Billy- Silent City (Ruminance)

Solitudine, rumori, folk, country, la voce di Oldham. Ecco, è una roba così.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


Paolo Spaccamonti – Undici pezzi facili (Bosco Rec.)

Non è un cantautore. Pink Floyd nel West, slow di pregio per chi prima di compiere un passo si sincera dell’assenza del carnefice. Collabora Modonese Palumbo.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


She Said What – s/t (Marsiglia Records)

Breeders dadaiste che su myspace citano Saragat. Un compasso fra Genova e Londra che marina la scuola, bei quarti d’ora un po’ deficienziali: volercene altre.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Jackpine – Return to zero (Wild Love Records)

Cosa vi aspettate da un duo chitarra-batteria di impronta Hella? Accumuli e metodo, potenza e niente sbavature, no? Eccovi serviti.


Buzz Aldrin – s/t (cdr autoprodotto)

Sabba post-Television, squadra narcotici, angoscia, voci nel pozzo, marcia macabra marcia, worst case scenario, miglior esordio italiano 2009 finora.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


Bastion – s/t (Interregnum Records)

Om Mani Padme Drone


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Wavves – Wavvves (Fat Possum)

Per metà disco un grande garage-wave per surfisti, per l’altra metà no.


Trouble Books – The United Colors Of Trouble Books (Own Records)

Elogio della bassa fedeltà. Fra ambienti autorali e pop-elettro-folk riservato. Per dire, il contrario di Minucci.


Agaskodo Teliverek – Psycho Goulash (Midfinger Rec.)

Dicono siano folli per uno strano miscuglio elettro-noise fra Captain Beefheart e Gogol Bordello. Dicono altri, non io.


Bancale – s/t (Sidi Records)

Non-inno dei lavoratori con la batteria di lamiere. Real blues dove prewar e fallout coincidono. Aidan Moffat in Ken Loach. Bachi da cemento,umidità nelle ossa.


Amute- Infernal Heights For A Drama (Stilll Records)

Jérôme Deuson è un figo che da tempo ama roba constellation, Fennesz e Tim Hecker. E si sente. Bene.


Vessels-White Fields and Open Devices (Cuckandoo Records)

Contaminazione incontaminata, catartica per lo più.


Royal Trux – Twin Infinitives (Drag City)

Ristampa dell’anno. Qualcuno spedisca Terminator nel 1990 a far fuori la Herrema. Live fast, die young!


A Place To Bury Strangers – A Place To Bury Strangers (Killer Pimp)

Death By Audio Distorpio Shoegaze. Vera figheria.


Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme Rec.)

Non è vero che facendo sacrifice otterrai bliss.


Andrew Bird-Noble Beast (Fat Possum)

Meglio dell’inutile Armchair Apocrypha e lo diciamo alla palla a due. Poi in partita Bird dice più nulla che poco. Meno male che non gioca i supplementari.


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


To Live And Shave In L.A. – Merely Resurrected (Heavy Psych)

O del fare a pezzi merda, electronics, provenienze per trovare nuove [a]to{n/m}alità. Musique acusmatica XXI siècle’s mixtape.


Xela – In Bocca Al Lupo (Type)

Composizione noise-statica per musicare un’installazione (presunta) orrorifica in quel di Chicago; direi funzionale, ma sempre di esoterismo da bottega si tratta.


Taras Bul’ba- Secrets Chimiques (Wallace)

Rabbia noise consolatoria (materia wallace). Consigliata ad un fortitudino incazzato per le sue pessime scelte originarie.


Murcof-The Versailles Sessions (Leaf)

Parte da classici della musica barocca del 1600 (con strumenti annessi) e reinventa Versailles. Vive La France.


Doppler-Songs To Defy (Sk Records)

Noise macilento e psicotico. Di genere eppur piacevole. Poi si ha sempre voglia di riascoltare Rusty e benedire Jeff Mueller.


Women – Women (Jagjaguwar)

I This Heat dovrebbero riscuotere delle royalties per parecchi dei gruppi usciti fuori negli ultimi anni. Questi li ripagano con stile.


Don Caballero – Punkgasm (Relapse)

…volendo lamentarci del brodo grasso potremmo dire al limite che non è Don Cab 2, ecco. 


Ahleuchatistas-The Same And The Other (Tzadik)

Nuova puntata made in Asheville. Jazz-math-core dove le dinamiche bruciano e se si respira è solo per non morire. Orgasmici.


Parts + Labor – Escapers Two (Ace Fu)

Loro lo chiamano grind-pop. Per me sa tanto di purezza vera.


The Hospitals – Hairdryer Peace (autoprod)

Già dicono in giro che sia il nuovo Twin Infinitives. Gli piacerebbe (a Neil Hagerty). Disco dell’anno.


Thank You-Terrible Two (Thrill Jockey)

Tribalismo ascensionale noise-kraut-math-figoso. Gira voce sia un disco dell’anno.


Valina – A Tempo! A Tempo! (Trost)

Math/MissionOfBurma. Nome e titolo fanno pensare a quei gruppi del cazzo che ascolta Theorius. Buone notizie per voi: non lo sono.


Free Kitten – Inherit (Estatic Peace)

Appurato: quando Kim Gordon non ha voglia al duo Cafriz/Yoshimi non basta nemmeno l’aiuto di J Mascis. Capita.


Sonic Youth – Hits Are Squares (Starbucks)

Risparmiate i soldi che avreste speso per questa raccolta di pezzi noti scelti dai soliti noti e compratevi “Evol”. O un frappuccino.


Simone Massaron Featuring Carla Bozulich-Dandelions On Fire (Long Song Rec.)

Noise-blues molto epidermico.


Putiferio-Ate Ate Ate (RobotRadio Records)

Decostruzione violenta e spaccatutto. Con Favero, Woolter, Mirko e Panda. Compare anche Luca Mai. U.S.Maplestyle.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


No Age – Nouns (Sub Pop)

Lo-shoegaze-pop piacevole e senza pretese. I Critici citano gli Husker Du, poi viene per forza da accanirsi contro No Age…


Whispers For Wolves- Language Of The Dards (Boring Machines)

Melissa Moore e lo yogi indiano Milarepa:leggi libertà drone-folk con odori noise. E scopri che l’oboe nepalese fa stare bene.


Brian Jonestown Massacre – My Bloody Undreground (Tee Pee Records)

Il vertice di questo disco sono i due pezzi di solo pianoforte. Uno stupro. Quindici anni di mal di testa psichedelico.


Mauve- Kitchen Love (Canebagnato)

A furia di vedervi inginocchiati a leccare il pavimento tricolore potrei pure adeguarmi: pacatezza rumorosa d’autore. Se non vi fidate amen.


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