Xiu Xiu – Dear God, I Hate Myself (Kill Rock Stars)

Siamo stati dalla loro parte, ma qualcuno avvisi Stewart che non avere un cazzo da dire, spesso, è una buona cosa. Sempre che tu non la metta su disco.


Yeasayer – Odd Blood (Secretly Canadian)

Coralità, bagliori, electro-synt-pop chiangiante ma anche no: detto che l’esordio non era poi questa meraviglia, qui siamo proprio alla rottura di maroni.


Langhorne Slim – Be Set Free (Kemado)

Qualcuno parlerà di maturazione definitiva per autoralità classic rock. Qui pare un doppio passo indietro anche mezzo previsto.


Massive Attack – Heligoland (Virgin)

Gli UNKLE almeno, nella loro bruttezza, non avevano una reputazione da difendere..


Royksopp – Junior (EMI)

È facile smettere di suonare se sai come farlo.


Agaskodo Teliverek – Psycho Goulash (Midfinger Rec.)

Dicono siano folli per uno strano miscuglio elettro-noise fra Captain Beefheart e Gogol Bordello. Dicono altri, non io.


Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme Rec.)

Non è vero che facendo sacrifice otterrai bliss.


Psychic Ills – Mirror Eye (The Social Registry)

Poi uno dice, t’incazzi. Non è che m’incazzo, è che spacciare per roba drogata cose che i Popol Vuh già allora. Sì, m’incazzo in effetti.


Confuse The Cat – Kericky (Zeal)

Post punk vaginalmente funk pop di un orfano dei Reiziger (discreta band, anzi buona se paragonata a questa o al terzino destro che fu vanto presidenziale).


Son Ambulance – Someone Else’s Déjà Vu (Saddle Creek)

Joe Knapp mangia zucchero e caramelle. Speriamo sbocchi.


Penelope Sulla Luna – My Little Empire (Nagual Rec.)

Vedi sotto, senza titoli da lapidazione, ma nemmeno gusto. Modello Will Conroy (che resta una brava persona pur non sapendo giocare a basket).


Cazals- What Of Our Future (Kitsunè)

Forse sbaglio (difficilmente sbaglio): la cosa meno brutta è una cover degli Spandau Ballet. Sia chiaro, i revisionisti mi stanno sempre sul cazzo.


Keane – Perfect Simmetry (Island/Universal)

Siamo sicuri che servano 160 caratteri per descrivere la merda?


Deerhunter-Microcastle (Kranky)

Due peccati originali: furbizie per masse inerti e purezza pop mielosa modello winnie the pooh.  Li abbiamo già persi?


The Fiery Furnaces- Remeber (Thrill Jockey)

Due ore e passa di rococòpop. Penso non occorra aggiungere altro.


The National-Virgina Ep (Beggars Banquet)

Ep di immense dimensioni. Come è immensa la sua inutilità. Peccato, ma ai chierichetti andrà bene lo stesso.


Primal Scream – Beautiful Future (B-Unique)

Una forsennata ricerca del nuovo spintasi talmente avanti che l’ultimo disco sembra una specie di Pretty Hate Machine dei pezzenti. Stra-congratulazioni.


Silver Ray-Homes For Everyone (Broken Horse)

Art-pop-prog-post-rock di notevole pesantezza.


31Knots-Worried Well (Polyvinyl)

Ormai sono solo un gruppo art. E la cosa, ovviamente, è abbastanza imbarazzante.


Free Kitten – Inherit (Estatic Peace)

Appurato: quando Kim Gordon non ha voglia al duo Cafriz/Yoshimi non basta nemmeno l’aiuto di J Mascis. Capita.


Aimee Mann – @#%&! Smilers (SuperEgo)

Potrei elogiare il titolo per salvare baracca e burattini, ma non mi va. Comunque la tipa è quella della colonna sonora di Magnolia. Un bel film.


Someone Still Loves You Boris Yeltsin – Pershing (Polyvinyl)

Questa roba power pop che tanto piace perchè anestetizza ogni funzione cerebrale. Le vostre, si intende.


Elbow–The Seldom Seen Kid (Polydor)

Roboante prog-pop da evitare con cura.


Forward Russia – Life Processes (Cooking Vinyl)

Fa schifo pure il logo sulle magliette, ed è decisamente la cosa più interessante.


Vetiver-Thing Of The Past (Fat Cat)

Cabic mi stava meno sulle palle del Devendra furioso. Con questa cover story folk/country riesce quantomeno a raggiungerlo.


Quitzow-Art College (Young Love Records)

Presunto pop intellettuale. Nel concreto colpirà qualche idiota incerto sui concetti di cantautorato e buon gusto.


Setting Sun-Children Of The Wild (Young Love Records)

Una roba pop fatta in salsa R.E.M.. La salsa R.E.M. può dividersi in varie categorie. Questa non fa male a nessuno. Annoia solo.


Adam Green-Sixes And Sevens (Rough Trade)

Soul e coralità gospel per bambini disadattati: manifesto del “Come non fare fare un disco dell’anno (valevole per qualsiasi anno)”.


The Long Blondes – Couples (Rough Trade)

Una merda che vorrebbe essere ballereccia, ma sempre merda è.


5ive – Hesperus (HydraHead)

Postrock apocalittico tipo ho visto cose io che voi umani…
(cose di cui mi frega manco un cazzo, proprio).
Rispettabili.


Grand Archives-Grand Archives (Sub Pop)

Ho capito che sono parenti dei Band Of Horses, ma mi spiegate chi cazzo ascolta davvero i Grand Archives? E, soprattutto, perchè li ascolta?


The Dillinger Escape Plan – Ire Works (Relapse)

PostHC cultur-esistenziale. Si fanno di steroidi da anni, forse allo scopo di bruciare Goldfrapp ai nastri di partenza nella gara al peggior disco 2008.


Grand National-A Drink And A Quick Decision (Recall)

Anticaglie pop che potrebbero piacere a chi non ascolta musica (non ascoltandola nemmeno in questo caso).


Anthony Reynolds – British Ballads (Hungry Hill)

Potrebbe passare come modello di una nuova EPL (EticaPopLetteraria). Se abboccherete si rivelerà più dannoso di un Corbelli (o dei peggiori Divine Comedy).


Helio Sequence – Keep Your Eyes Ahead (Sub Pop)

Astuti come l’Aga Khan in un bar di Nuoro. Potrebbero colpire pastori/eremiti isolati da anni. O numerosi boccaloni folk/pop.


The Field – Sound Of Light EP (iTunes)

Quattro pachidermi IDM pallosissimi da un quarto d’ora l’uno, solito canovaccio stile From Here We Go A Tagliarci Le Vene. Ma lui è un genio.


Hot Chip-Made In The Dark (Astralwerks)

E’ geniale come inculino ancora qualcuno. Se penetrassero con forza la Binetti troverei il primo ed unico motivo per apprezzarli.


Black Mountain – In The Future (Jagjaguwar)

Non so perchè, ma è già la terza volta che “il primo grande disco del 2008″ mi fa cadere le palle. Farò una doccia. Da solo.


Bombay Bicycle Club – Now We Are EP (Mmm…)

Fart-poppettino squillante da/per minorenni londinesi. Potrebbero diventare i nuovi Strokes. Potremmo anche tenerci i vecchi.


Tender Forever- Wider (K)

Possiamo apprezzarla per mille motivi, ma come musicista no. Particolare in effetti non così importante.


Kiln-Dusker (Ghostly International)

Experimental post ambient avant per atmosfere inesistenti.


The Royal We – The Royal We (Rough Trade)

Giuro, non sapevo si fossero già sciolti. Va apprezzata comunque la scelta, che ad oggi resta la loro migliore.


Damon & Naomi – Within these walls (20|20|20)

No.


Ministry – The Last Sucker (13th Planet)

L’ultimo disco prima dello scioglimento. Mi sia concessa un po’ di facile ironia.


Roisin Murphy – Overpowered (Emi)

Dall’inutilità dei Moloko al fastidio fisico della Murphy solitaria. O viceversa, tanto è sempre pop dance di merda.


The Takeovers – Bad Football (Off)

Per favore, dite a Robert Pollard che ha rotto il cazzo.


The Coral-Roots and Echoes (Deltasonic)

Questo disco è più brutto di Schifani.


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