ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


She Said What – s/t (Marsiglia Records)

Breeders dadaiste che su myspace citano Saragat. Un compasso fra Genova e Londra che marina la scuola, bei quarti d’ora un po’ deficienziali: volercene altre.


Tiga – Ciao! (PIAS)

Questo ragazzo dovrebbe pensare più alla roba seria (Gentle Giant(s) e qualcos’altro) e meno alle cazzate; l’età dell’innocenza perduta a briscola è passata da un pezzo per tutti.


Variety Lab – Team up! (Pschent)

Le ospitate crasse la rendono quasi una compila, senza punti deboli peraltro in quanto a groove e senso dell’estate. Presente gli Isis? Qua sta il loro opposto.


Freaky Mermaids – Freaky circus (‘Aveit)

Sincerità…è un bel disco in stile senza truccarsi da freak. Forse perché le CocoRosie bresciane Laura, Ombretta e Angela non sono cesse come Arisa, tutt’altro.


Depeche Mode – Sounds Of The Universe (Mute)

Riflettiamoci, ma ci sono mai veramente interessati i Depeche Mode?


Airportman e Tommaso Cerasuolo – “Weeds” (Lizard)

La via piemontese alla cover di classe omogeneizzata: lunedì sera in taverna e buona la prima, specie se anni Ottanta o canzone d’autore. Alieni a Radio Deejay.


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