Vinegar Socks – s/t (Grinding Tapes)

Il grand tour di Beirut e il vascello architettato dai Decemberists hanno fatto proseliti pure fra i classicisti del Mandrione. Gran disco, Zeppo asso yiddish.


Broadcast & The Focus Group – Investigate Witch Cults Of The Radio Age (Warp)

I Broadcast sono una roba spesso citata e sempre sottovalutata. Evviva i Broadcast.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Brightblack Morning Light – Motion To Rejoin (Matador)

Fricchettoni de merda, incisivi meno (tanto quanto) del primo giro/giorno, ma ancora prodighi di sogni dopati e variazioni freak-soul in salsa sensosensuale. Chef e Barry (ap)plaudono (sul)lo sfondo.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Underdog – Keine Psychoterapie (Altipiani)

Indie-jazz in fieri coi modi della musica leggera: aria fresca, grammelot umorale da cabaret. Disco bellissimo, dedicato ai morti sul lavoro come Mark Sandman.


Zu – Carboniferous (Ipecac)

\m/


Jimi Tenor & Kabu Kabu – 4th Dimension (Sähkö Records)

Prende anche bene, tra salti laterali  di jazz trasversale(F. Kuti ed Etiopia), funkettoni striscianti e tutto il nécessaire soulettoso. Ma. Omaggio senza il colpo che uccide.


The Slowmovies – Nyctanthes (Dust Wind Tales)

Il negativo della party lounge d’inizio secolo.Jazzrock cameristico che nell’ostrica include la perla Surfing Carioca,ottoni delle 3 di mattina per gotan Bowie.


Kieran Hebden & Steve Reid – NYC (Domino)

Al quarto appuntamento di studio si conferma la joint-venture più fruttuosa dai tempi di Maria e Giuseppe.


Jean Philippe Goude – Aux solitudes (Ici d’Ailleurs)

In penombra,la partner e un vino fresco,dentro un’opera d’arte. Avanguardia baltica,sopranista,piano minimale e tubular bells. Io l’ho fatto,fatelo anche voi.


Ahleuchatistas-The Same And The Other (Tzadik)

Nuova puntata made in Asheville. Jazz-math-core dove le dinamiche bruciano e se si respira è solo per non morire. Orgasmici.


Psss Psss Psss – s/t (NuovaMusicaRurale)

Metodo: passaparola. Il direttore spiffera nell’orecchio il motivo ai musicisti chiamati ad eseguirlo. Escono fanfare, oggetti, solfeggi di prova.


Simone Massaron Featuring Carla Bozulich-Dandelions On Fire (Long Song Rec.)

Noise-blues molto epidermico.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Bill Dixon With Exploding Star Orchestra – Bill Dixon With Exploding Star Orchestra (Thrill Jockey)

O di come ciò che riguarda i Tortoise continui a regalare fulgori. Di tromba, come insegna il maestro. Disco dell’anno a prescindere.


Andrea Belfi – Knots (Die Schachtel)

Belfi ai tamburi è molto meglio di ogni altro Belfi. Questo è il suo disco solista più percussivo.


The Drift-Memory Drawings (Temporary Residence)

Un disco “non dell’anno” in ogni senso. Lo cagheranno in pochi e quei pochi vedranno un fasullo jazz contemplativo. Io all’ATP non me li perderò.


Farmers Market – Surfin’ USSR (Ipecac)

Sono in giro dai primi ’90, ma ora gli zingari vanno di brutto. È un buon momento, peraltro è anche un buon disco…


Anatrofobia – Brevi Momenti di Presenza (Wallace)

Il dibattito tra minimal e un cazzo di niente va più bene altrove che qui. Comunque quando suonano qualcosa sono molto meglio di quando non suonano niente.


Sicilian AV Project – s/t (MSK)

Più outtake jazzato di Merola Matrix che colonna dronica a Sciascia, il lavoro di Nino Musco fonde anima e aperitivo in dosi imperfette, ma sulla retta via.


Musetta-Mice To Meet You (Irma)

Bella confezione. Peccato sia vuota.


Wu-Tang Clan – 8 Diagrams (SRC/Universal Motown)

La RZA cazzeggia con il post-Anticon e quasi per sbaglio inventa un mondo intero. Il miglior gruppo di neri che si sia visto in terra dai tempi dei re magi.


Tanake-3ree (Ebria Rec/Fratto Under The Sky)

Presa diretta a manetta per un no-jazz descrittivo dell’anima live.


Centenaire-Centenaire (Chief Inspector)

Qualcosa più di un semplice retaggio Canterburyano. Disco di particolari, raffinati per lo più.


Republique Du Savage-Constitution De La Rèpublique Du Savage (fromScratch)

L’Enfance Rouge+Les Hurlements d’Leo=gitanesimi avanti folk. Scorre, ma visti i protagonisti era lecito aspettarsi di più.


Steve Reid Ensemble – Daxaar (Domino)

Pre-view, un po’ con le lacrime agli occhi. Musica della madonna.


Sunburned Hand Of The Man – Fire Escape (Smalltown Supersound)

Smalltown Supersound li accoglie a braccia aperte e loro si inventano dal nulla il trip-trip-trip-hop. Tra i dischi 2007 da AVERE. Fire moves away, asshole.


Pram-The Moving Frontier (Domino)

Avanguardia morbida per chi non ama troppo l’avanguardia e vuol prendersi qualche pausa con colonne morriconiane. Ci stanno sempre dentro.


Supersilent – 8 (Rune Grammofon)

Sempre meno percussivi e più ambientali, post-tutto e proto-tutto. IL gruppo avant.


Jacopo Andreini, Arrington De Dionyso, Scott Rosenberg-Roamin’ (Rai Trade)

Stare bene (in una grotta con belve anarchiche)


Satan Is My Brother-Satan Is My Brother (Boring Machines)

Fratelli di Lynch, armatevi, spezzate le composizioni e ricreatele con fiati, basso, batteria e parca elettronica. Senza innovazione, ma tanto buon gusto.


Moha! – Norwegianism (Rune Grammofon)

Recupero: gente del giro Noxagt/Ultralyd su Rune Grammofon. Se sei un fan del genere ci rimani come la tipa in copertina.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


Blue States – First steps into (Memphis Industries)

Nel 2001 io adoravo loro e Kekko i Korn. Oggi Kekko non adora più i Korn ma io continuo ad adorare loro. Cosmici, direbbe Fontecedro. File under: Air, Axelrod.


Mats Gustafsson & Yoshimi – Words On The Floor (Smalltown Superjazzz)

Sega mentale. Bella copertina Kim Hiorthoy.


Black Engine – Ku Klux Klowns (Wallace)

Qualunque cosa vi aspettiate da una joint-venture Zu/Eraldo Bernocchi. Al cubo.


Battles – Mirrored (Warp)

Forse non sarà salutato come un capolavoro tra dieci anni.
Oggi sì.


Cinematic Orchestra-Ma Fleur (Ninja Tune)

“To Build A Home”(duopolio voce-piano) è da applausi scroscianti. Il resto, fra soul e acid jazz, è indifferenza pura. E ci lascia basiti.


Bjork – Volta (Atlantic)

Medulla rimane il top (imho), ma si difende di brutto. Konono sulla traccia (Earth Intruders), ed è magia.

(Da non confondere con il primo batterista dei Kyuss)


Original Silence – The First Original Silence (Smalltown Superjazzz)

Impro-free-jazz-noise.
Supergruppo SY- The Ex – Zu – The Thing.
Una sega mentale, ma il primo pezzo è pesissimo.


Mick Barr – Octis – Ioharg Wended (Tzadik)

Classico disco post avant impro free noise kraut weird guitarhero folk punk jazz new no now wave metal alla Mick Barr.


Digital Primitives-Digital Primitives (Hopscotch Rec.)

Rendete grazie a Cooper-Moore ed al suo allunghino. Free-jazz-folk tradizionale vissuto con anarchia genuina. Si sta bene (tanto).


Lu – Eclectique Walk (luonline.it)

Amélie nella Piovra. Merola Matrix sulla Vucciria, più easy. Quasi tutto da solo: scrivi compositore, leggi genio. Oltre Comelade e Tesi, quasi Tiersen.


VVAA – New York Latin Hustle (Soul Jazz)

La fiera dello stare da dio. Ho deciso or ora di mettere un tag “soul jazz”. È essenziale, gli altri mi scuseranno.


Mohammed “Jimmy” Mohammed – Takkabel! (Terp)

Informati della dipartita di MJM, piangiamo lacrime amare. Piazziamo Takkabel! per placare il dolore. E stiamo bene, sempre e solo bene.


Zu & Nobukazu Takemura – Identification With The Enemy / A Key To The Underworld (Atavistic)

Altro gruppo intoccabile, in combutta con un solista intoccabile. The Ex si butta nella tradizione, Zu nell’iperspazio.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.