Sunburned Hand Of The Man – A (Ecstatic Peace)

Secondo giro con Fourtet, forse ancora meglio del primo giro -wank-pop luccicoso smontato e rimontato come un Lego.


Brian Harnetty & Bonnie Prince Billy- Silent City (Ruminance)

Solitudine, rumori, folk, country, la voce di Oldham. Ecco, è una roba così.


Oneida – Rated O (Jagjaguwar)

Tre ore di pippe e nessuna eiaculazione.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Eildentroeilfuorieilbox84 – Ananab (autoprodotto)

Art brut (non nel senso di Argos, grazie a dio) e pastorizia. Delirio e natura ancestrale, antifolk e strumenti a briglia sciolta, psicorchestra ed esperienze.


Christopher Tignor – Core Memory Unwound (Western Vinyl)

Intimismo classico, fra avant ed isolazionismo. Ascoltare gli Slow Six per approfondire.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Amute- Infernal Heights For A Drama (Stilll Records)

Jérôme Deuson è un figo che da tempo ama roba constellation, Fennesz e Tim Hecker. E si sente. Bene.


Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme Rec.)

Non è vero che facendo sacrifice otterrai bliss.


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


Murcof-The Versailles Sessions (Leaf)

Parte da classici della musica barocca del 1600 (con strumenti annessi) e reinventa Versailles. Vive La France.


Doppler-Songs To Defy (Sk Records)

Noise macilento e psicotico. Di genere eppur piacevole. Poi si ha sempre voglia di riascoltare Rusty e benedire Jeff Mueller.


Ahleuchatistas-The Same And The Other (Tzadik)

Nuova puntata made in Asheville. Jazz-math-core dove le dinamiche bruciano e se si respira è solo per non morire. Orgasmici.


Parts + Labor – Escapers Two (Ace Fu)

Loro lo chiamano grind-pop. Per me sa tanto di purezza vera.


Psss Psss Psss – s/t (NuovaMusicaRurale)

Metodo: passaparola. Il direttore spiffera nell’orecchio il motivo ai musicisti chiamati ad eseguirlo. Escono fanfare, oggetti, solfeggi di prova.


Malagnino/Riccio – “Musica umana” (split NuovaMusicaRurale)

Un uomo che russa. Singhiozza. Cammina. Poi una coppia fa sesso,e si sente. Nasce un bambino. Applausi. Chi tossisce,c’è brusio,si sghignazza fino a star male.


Simone Massaron Featuring Carla Bozulich-Dandelions On Fire (Long Song Rec.)

Noise-blues molto epidermico.


Putiferio-Ate Ate Ate (RobotRadio Records)

Decostruzione violenta e spaccatutto. Con Favero, Woolter, Mirko e Panda. Compare anche Luca Mai. U.S.Maplestyle.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Excepter – Debt Dept. (Paw Tracks)

Disco dell’anno, categoria minimal pop industrial-neubauten suonato con piglio grottesco da dei fricchettoni mezzi nudi e ricoperti di fango.


Prurient – And Still, Wanting (No Fun)

My Harshblackambientmetal Valentine. Il disco dell’anno della settimana.


Andrea Belfi – Knots (Die Schachtel)

Belfi ai tamburi è molto meglio di ogni altro Belfi. Questo è il suo disco solista più percussivo.


The Drift-Memory Drawings (Temporary Residence)

Un disco “non dell’anno” in ogni senso. Lo cagheranno in pochi e quei pochi vedranno un fasullo jazz contemplativo. Io all’ATP non me li perderò.


School Of Language–Sea From Shore (Thrill Jockey)

Dai Field Music a tentato (e non riuscito) clone di Jim O’Rourke mastro-pop. Qui nessuno oserebbe urlare “Eureka”.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band – 13 Blues For Thirteen Moons (Constellation)

Sciogliete le camere e sputate i cuori. Dopo BlindBlindBlind i riferimenti saranno illegali, i commenti inutili e tutta la musica in morte cerebrale.


Anatrofobia – Brevi Momenti di Presenza (Wallace)

Il dibattito tra minimal e un cazzo di niente va più bene altrove che qui. Comunque quando suonano qualcosa sono molto meglio di quando non suonano niente.


Tanake-3ree (Ebria Rec/Fratto Under The Sky)

Presa diretta a manetta per un no-jazz descrittivo dell’anima live.


Rosolina Mar Meet Trumans Water-Split (RobotRadio)

I Rosolina Mar fanno gli Storm And Stress, i Trumans Water fanno i Trumans Water. Split in perfetto equilibrio precario.


To Rococo Rot-123 abc (Domino)

Il freddo affascina, il frigido conduce sempre a Isabella Bertolini.


Kiln-Dusker (Ghostly International)

Experimental post ambient avant per atmosfere inesistenti.


Republique Du Savage-Constitution De La Rèpublique Du Savage (fromScratch)

L’Enfance Rouge+Les Hurlements d’Leo=gitanesimi avanti folk. Scorre, ma visti i protagonisti era lecito aspettarsi di più.


Steve Reid Ensemble – Daxaar (Domino)

Pre-view, un po’ con le lacrime agli occhi. Musica della madonna.


Sunburned Hand Of The Man – Fire Escape (Smalltown Supersound)

Smalltown Supersound li accoglie a braccia aperte e loro si inventano dal nulla il trip-trip-trip-hop. Tra i dischi 2007 da AVERE. Fire moves away, asshole.


Papier Tigre – Papier Tigre (Collectif Effervescence)

Nipotini dei Fugazi, bravi ad ascoltare la Louisville dei tempi d’oro. Per dirla come i vermi: “two guitars and drums we always do the same”.


Supersilent – 8 (Rune Grammofon)

Sempre meno percussivi e più ambientali, post-tutto e proto-tutto. IL gruppo avant.


Jacopo Andreini, Arrington De Dionyso, Scott Rosenberg-Roamin’ (Rai Trade)

Stare bene (in una grotta con belve anarchiche)


Worrytrain-Fog Dance, My Moth Kingdom (Own Records)

Piano, archi e schizzi acustici da camera miscelati a noise elettronico per cinematografia delirante. A volte si perde, ma quando è figo è (terribilmente) figo.


Moha! – Norwegianism (Rune Grammofon)

Recupero: gente del giro Noxagt/Ultralyd su Rune Grammofon. Se sei un fan del genere ci rimani come la tipa in copertina.


For Carnation-Promised Works (Touch And Go)

Fight Songs e Marshmallows, come fece la Runt nel 1997. Una ristampa, certo, ma di chi riuscì a raggiungere la perfezione.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


Psychic TV/PTV3-Hell`s Invisible Is Her/e (Cargo)

La domanda è: c’è ancora bisogno di Genesis P-Orridge e della sua acida schizofrenia? Per me no.


Xbxrx-Wars (Polyvinyl)

Post-hardcore furioseggiante nel noise. Un pò Locust e tanta bastardaggine sonica, ma “Sixth In Sixies” era meglio.


Shining Path-Shining Path (Holy Mountain)

Quattro pezzi. Poco più di trenta minuti. Reiteranti, sporchi, nevrotici ed un pò krautiani. Bene così.


Mats Gustafsson & Yoshimi – Words On The Floor (Smalltown Superjazzz)

Sega mentale. Bella copertina Kim Hiorthoy.


Alan Vega – Station (Virgin)

Più Alan delira stronzate, migliori sono i dischi. In Station ne delira un sacco.


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