Bell Orchestre – As Seen Through Windows (Arts & Crafts)

Ché poi impari pure che si possono dare calci in culo agli Arcade Fire con un sussurro. Percorso inverso dall’orchestrale leggera e moderna verso i lidi del pop (semi-rock) d’oggi. Da cameretta.


Brightblack Morning Light – Motion To Rejoin (Matador)

Fricchettoni de merda, incisivi meno (tanto quanto) del primo giro/giorno, ma ancora prodighi di sogni dopati e variazioni freak-soul in salsa sensosensuale. Chef e Barry (ap)plaudono (sul)lo sfondo.


Gnaw – This Face (Conspiracy Records)

Alan Dubin (e altri): D00MMO)). Un incompromissorio pezzo di merda infilato nelle orecchie. Latrati neuronali neri a n-dimensioni che richiamano alienazione meta-metallica strisciante.


Abe Vigoda – Reviver (Post Present Medium)

Paion senza capo né coda, vanno di fregole free-form, concetti di melodia alla Taking Tiger Mountain (By Strategy) e prendono cuore e polmoni. Wire/Swell Maps applaudono sullo sfondo.


Moon Wiring Club – Shoes Off And Chairs Away (Gecophonic Audio Systems)

Che dire: Lovecraft che se ne va di twilight zone e BBC Radiophonic Workshop: scorie d’informazione didattica post-prenucleare: groove d’altroquandodove. Uguali a loro stessi, disarmanti e superiori.


Black Dice – Repo (Paw Tracks)

Non serve magari a un cazzo, e non funziona nemmeno così bene, però tra scleri rumoristici e minimaglia lo-fi electro-tech-hip hop-tropical andante alle volte s’arrizza.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


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