Verdena – WOW (Universal)

Non è il primo titolo che mi viene in mente.


Liars – Sisterworld (Mute)

Non siamo ai livelli di Streghe e Tamburi, ma sicuramente meglio della precedente raccolta di scarti camuffata da “album di canzoni”.


Simplemen Think – Rapid act in modern trash (Upupa)

Due chitarre senza basso, padovani, incazzati? Non i Redwormsfarm, ma i loro figliocci a copia carbone. Compaiono Cane e Serpente, produce Giorgio (TIOGS).




The Contortionist – Apparition (Auto)

Fredrik Thornedal fa scuola ma non fa figli.


Dinosaur Jr. – Farm (Jagjaguwar)

Poco da dire (disco dell’anno).


Let’s Wrestle – In the Court of the Wrestling Lets (Stolen Recordings)

Chiunque sceglie di copiare i Dinosaur JR, piuttosto che i Pavement, è mio amico.
Essi lo sono.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Earth Crisis – To The Death (Century Media)

Metallaccio palestrato senza i pezzi. Complimenti, bel ritorno.


Pontiak – Maker (Thrill Jockey)

Blues-metal con barbe e acidosi. Disco dell’anno.


Brutal Truth – Evolution Through Revolution (Relapse)

Somiglia vagamente al suono di un milione di discografie in pezzi. Disco dell’anno.


Decemberists-The Hazards Of Love (Capitol)

Quando un uomo con buon gusto incontra un uomo heavyprogressive, quello heavyprogressive dovrebbe essere un uomo morto. Purtroppo Meloy è ancora vivo.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


Antigama – Warning (Relapse)

Cyber-art-grind tecnico con qualche divagazione ironica. Si vive senza.


Mono – Hymn to the Immortal Wind (Temporary Residence LTD)

Postrock wagneriano con gli archi e tutto –alla fine del primo pezzo sei così gasato che ti vien voglia di bombardare l’Iran.


Cani Sciorrì – Parte IV (Escape From Today)

HC italiota de noartri, Refused, Helmet e adrenalina a mille. Rock’n’groove che colpisce palle, cuore e sorrisi. Botta coi controcazzi.


Zu – Carboniferous (Ipecac)

\m/


Wino Weinrich – Punctuated Equilibrium (Southern Lord)

La solita roba. Quindi ne vorrei un’altra dose, pleaze. E un’altra. Un’ultima ancora. Ancora una. Ovviamente, si parla di Groove.


Napalm Death – Time Waits For No Slave (Century Media)

Shane Embury e una pala per seppellire il resto della vostra discografia.


Royal Trux – Twin Infinitives (Drag City)

Ristampa dell’anno. Qualcuno spedisca Terminator nel 1990 a far fuori la Herrema. Live fast, die young!


The Hunches – Exit Dreams (In The Red)

Droghe pesanti e sorrisoni. Rispettabile ma deludente. Disco dell’anno ma non del decennio.


16 – Bridges To Burn (Relapse)

Tornano i litri di birra, si allontanano di un poco i calci in culo. Sorrisi chimici per iniziare bene l’anno; sangue, cocci di bottiglia e groove fomento.


Black Sun – Paralyser (At War With False Noise)

Glasgow, Eyehategod, Iron Monkey, marmitte incrostate, cover in bianco e nero e scoparsi la sorella nel fienile. Ci sono immaginari peggiori.


Vandal X – All Lined Up Against the Wall (Vlas Vegas)

Un mistone harshcore più o meno a metà tra UNSANE e primi Death From Above suonato col martello pneumatico. Disco dell’anno.


Pontiak-Sun On Sun (Thrill Jockey)

Blues-metal-dronizzato. Non cafone, comunque.


Metallica – Death Magnetic (Elektra)

Sdeng.


Moha! – One Way Ticket To Candyland (Rune Grammofon)

Disco postrock dell’anno.


Doppler-Songs To Defy (Sk Records)

Noise macilento e psicotico. Di genere eppur piacevole. Poi si ha sempre voglia di riascoltare Rusty e benedire Jeff Mueller.


Slipknot – All Hope Is Gone (Roadrunner)

Preferivo le tutine e le mascherine di dieci anni fa, ma non è manco malissimo.


Don Caballero – Punkgasm (Relapse)

…volendo lamentarci del brodo grasso potremmo dire al limite che non è Don Cab 2, ecco. 


Burning Witch – Crippled Lucifer (Southern L(o)))rd)

Uno dei gruppi pre-Sunn(o))) dei Sunn(o))) (4 parti di blackmetal e 6 di sludge). Tanto per far capire al prete chi è che comanda.


One Day As A Lion – S/T EP (Anti)

Jazzhop strumentale –tutto batteria e bzz bzz. Il primo lavoro di Zack De La Rocha dallo scioglimento dei RATM: si piangerebbe anche se non fosse un bel disco.


The Hospitals – Hairdryer Peace (autoprod)

Già dicono in giro che sia il nuovo Twin Infinitives. Gli piacerebbe (a Neil Hagerty). Disco dell’anno.


Pentemple (o))) – Presents: (Southern Lord)

Drones satanici con tanto di batterie, tipo Teeth Of Lions. Disco dell’anno di chi non s’è ancora rotto il cazzo di Stephen O’Malley.


Esoteric – The Maniacal Vale (Season Of Mist)

Il loro peggior disco, cioè come il migliore degli isis al cubo. Per chi ama stare male.


Addiction Crew – Lethal (Aural Music)

Non accusate l’ex non-cantante dei Sepultura di essere anacronistico. Non è giusto liquidare come anacronistico un disco che avrebbe fatto pena anche nel ’96.


Dadamatto – Il derubato che sorride (RSVP/About A Boy)

Italiani. Han fregato le chitarre a Steve Albini.
Hanno fatto bene.


Shit and Shine – Kuss Mich Meine Liebe (Load)

Groova noisemetal per la quale nessuno ucciderebbe.


Mount Eerie – Black Wooden Ceiling Opening (PW Elverum & Sun)

Meat Puppets, Melvins, South Of Heaven, sorrisini, cuoricioni e Phil che (spoiler) risorgerà il terzo giorno. Non ci sono parole, davvero. Disco dell’anno.


Nine Inch Nails – The Slip (Free Download)

È un disco ok se uno è fanatico di Year Zero, cosa che di per sé non è ok proprio un cazzo.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Boris – Smile (Southern Lord)

Dei dischi post-svolta postrock, il migliore. In certi momenti la buttano talmente sul caciarone che sembrano gli Zoogz Rift.


VVAA – Stones From The Sky / Nerosounds Vol.1 (free download)

Non potendone più di post post-elettorali, ci buttiamo sul doom/sludge/aggro/metal/core. Qui la scaricate.


Jarboe/Justin Broadrick – J2 (The End)

Fascinose evoluzioni di ambient doom elettro apocalyptico segaiolo e bla bla bla.


Ufomammut – Idolum (Supernaturalcat)

Sludge metal pesantemente influenzato dai Cavity. Disco dell’anno.


Sevendust – Chapter VII – Hopes And Sorrow (Asylum)

Settimo capitolo di una saga di cui ne avevamo a basta al primo. Si chiama, penso, accanimento terapeutico.


Motorpsycho – Little Lucid Moments (Stickman)

Nei momenti migliori somigliano ai Verdena, negli altri allungano la broda come al solito. Disco dell’anno per fan terminali dei Motorpsycho.


Torche – Meanderthal (HydraHead)

Un altro missing link tra Millencolin, class-metal, prog ecc. Sceglietene una: da una parte i Torche, dall’altre la vita. Non è una domanda trabocchetto.


Ministry – Cover Up (13th Planet)

Ignobile raccolta di cover di grandi classici rifatti con cattivo gusto industrial-cock. Ma non avevano promesso di basta?


Witch – Paralyzed (TeePee)

Stoner. La batteria è sempre stata una fissa di J Mascis. Il baseball è sempre stato una fissa di Michael Jordan.


Nine Inch Nails – Ghosts I-IV (ghosts.nin.com)

Ho scaricato Ghosts I per pulirmici il culo su SMS e sto considerando di comprare l’edizione deluxe. Un ottimo disco dell’anno di industrial contemporanea.


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