Gonja Sufi – A Sufi And A Killer (Warp)

Anni ’10.


Picastro – Become Secret (Monotreme)

Liz Hysen reitera you will never grieve again, you will never love again e vorresti far sesso col verbo reiterare.


A Singer Of Songs – Old Happiness (Hi54lofi)

Se Oberst anni fa avesse scelto un look minimale griffato Damien Jurado ci saremmo smanettati con destra e sinistra. Lo facciamo ora con Lieven Scheerlinck.


Four Tet – There Is Love In You (Domino)

Questo disco costa quanto due long drink messi insieme, ma riesce a essere mille volte più ubriacante. E non causa disfunzione erettile. Effetti collaterali?  Lui è un figo. Voi no.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Broadcast & The Focus Group – Investigate Witch Cults Of The Radio Age (Warp)

I Broadcast sono una roba spesso citata e sempre sottovalutata. Evviva i Broadcast.


The Soft Pack – The Soft Pack (Kemado Records)

I Feelies erano gli R.E.M. nerd. Gli Strokes? I Feelies fighetti.
I Soft Pack stanno un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Come l’UDC. Ma meglio


Califone – All My Friends Are Funeral Singers (Dead Oceans)

Tim Rutili sta bene. Noi stiamo bene.


Rachel Grimes-Book Of Leaves (For Solo Piano) (Ruminance)

Anche Music For Egon Schele è un paragone forzato, perchè qui la Grimes è tutta nuda col fantasma di Satie. Ed è meglio che in foto.


Mansfield.tya – Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)

Tipo: se uno gode Tara Jane O’Neil e Shannon Wright va sul sicuro. Se non le gode sono cazzi suoi.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


Let’s Wrestle – In the Court of the Wrestling Lets (Stolen Recordings)

Chiunque sceglie di copiare i Dinosaur JR, piuttosto che i Pavement, è mio amico.
Essi lo sono.


My Latest Novel – Death & Entrances (Bela Union)

La più bella cosa uscita dalla Scozia degli anni zero.


Mos Def – The Ecstatic (Downtown)

Mos Def, Jay Dilla, Madlib,  e i Neptunes. Mancano solo la Madonna e il Cristo Redentore anche se risulterebbero quantomeno inferiori.


Wilco – Wilco – The Album (Nonesuch/Warner)

“E’ piu facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che gli Wilco facciano un disco di merda”. Regno dei cieli. Sempre e comunque.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Tortoise – Beacons Of Ancestorship (Thrill Jockey)

McEntire sta molto bene. Sappiatelo.


Scott Matthew – There Is An Ocean That Divides…. (Glitterhouse Records)

->: There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That’s So Violent To Cross It Could Mean Death. Amatelo, non è Patrick Wolf.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Above The Tree – Minimal love (Boring Machines + 6)

Marco Bernacchia è lo psychobluesman più bravo d’Italia. Meno ortodosso rispetto al sé precedente, di lavoro sbriciola carovane di cammelli. Da vedere live.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Slumberwood – Yawling night songs (A Silent Place)

All’inferno si mangiano anguille crude, piove sul bagnato e l’inno nazionale è suonato a –8.0 con un cdj100: ogni tanto il sole, più spesso l’eclisse. Godere.


Balmorhea- All Is Wild, All Is Silent (Western Vinyl)

Sparate a Paola Ellisse e ascoltate la pacatezza orgiastica. Come farsi Rachel’s, Aerial M e Dirty Three senza sporcare le lenzuola.


Mountains – Choral (Thrill Jockey)

Ti getti dal 20° piano, ma alla moviola, e vedi tanta di quella roba che vorresti tornare su e rifarlo. Per questo crederai di cadere sul cielo, non sul rusco.


Pan American – White Bird Release (Kranky)

Mark Nelson lo metto sempre in quintetto: 4 piccoli e disponibilità alla 1-3-1. E la tensione sale.


Hell – Teufelswerk (International Gigolo)

Nel primo disco riesce a tumulare Bryan Ferry e Puff Daddy in una straordinaria coerenza teutonica-loveparade, nel secondo si inventa un Ummagumma electroclash. Un uomo che gestisce duro.


Trouble Books – The United Colors Of Trouble Books (Own Records)

Elogio della bassa fedeltà. Fra ambienti autorali e pop-elettro-folk riservato. Per dire, il contrario di Minucci.


The Pains Of Being Pure At Heart – S/T (Slumberland)

E di prendere calci in culo da Morrissey. Anche piacevole, se non rompesse così i maroni. Sviolinate sentimental-sonore in odor di indiebagnomaria e pop hype vario.


Jimi Tenor & Kabu Kabu – 4th Dimension (Sähkö Records)

Prende anche bene, tra salti laterali  di jazz trasversale(F. Kuti ed Etiopia), funkettoni striscianti e tutto il nécessaire soulettoso. Ma. Omaggio senza il colpo che uccide.


Squares On Both Sides – Indication (Own Records)

Folktronica autorale con pulviscoli gastrdelsoliani alla moviola. Own Records mette la garanzia.


Vessels-White Fields and Open Devices (Cuckandoo Records)

Contaminazione incontaminata, catartica per lo più.


Stereo Image – Stereo Image (Rcrdlbl Records)

Gente fighettosa che fa disco, si porta dietro i bassi e il senso del sesso, cercando di penetrare i tuoi neuroni. (con vaselina)


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


Dischi dell’anno 2008 – Delso

Sintesi: Silver Mt. Zion, Vic , Micah, Matt, Gregor Samsa, Mogwai, Damien, Neil. Barzin per inerzia (nell’ufficialità David) e Bon Iver. Live? Polvo.


Neil Halstead-Oh! Mighty Engine (Bushfire Records)

Grazie a Diego non serve nemmeno un sms.


Bon Iver – Blood Bank EP (4ad)

Quattro canzoncine che servono solo a ricordarci quanto questo tizio la sappia davvero lunga.


Mark Kozelek – Finally LP (Caldo Verde)

Mark Kozelek che canta una canzone degli Husker Du. Il resto mancia.


Barzin-Notes To An Absent Lover (Monotreme)

Sms a Dicembre, per metterlo fra i dieci dischi 2008. Uscirà a Marzo, così ci sarà spazio nelle classifiche 2009. Commozione alt-slow-no-pop ( cantautorale).


Jay Reatard – Singles 08 (Matador)

Rockerolla! Basta la parola.


Calibro35 – s/t (Cinedelic)

Un torbido muro di suono nero al servizio segreto della storia d’Italia, con bassline rock e L’Appuntamento: ora li vogliamo alle prese con creazioni proprie.


El Guincho – Alegranza (Young Turks/Coop Music)

La classica pitchforkata un po’ etno, un po’ avant, un po’ Animal Collective. Insomma, volevo tanto stroncarla, ma non ci riesco. Fate voi?


Damien Jurado-Caught In The Trees (Secretly Canadian)

Ah, mentre discutete di Conor e Will, sappiate che Damien Jurado ha fatto l’ennesima perla. Non vi tedio oltre, continuate a spiegarmi il concetto di evoluzione


The New Year-The New Year (Touch And Go)

Splendido come sempre, solo con qualche sfumatura di piano in più. Se non fossero esistiti i Bedhead sarebbero il miglior gruppo della saga Kadane.


Matthew Robert Cooper-Miniatures (Gaarden)

Quando gira con il marchio Eluvium è ispiratissimo. Qui è solo ispirato.


Goldmund – The Malady Of Elegance (Type Rec.)

Sulla scia di Sylvain Chauveau, col ricordo di Satie. Il minimalismo pianistico di Keith è da pelle d’oca. Aspettando Helios.


Ahleuchatistas-The Same And The Other (Tzadik)

Nuova puntata made in Asheville. Jazz-math-core dove le dinamiche bruciano e se si respira è solo per non morire. Orgasmici.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.