Valgeir Sigursson – Draumalandið (Bedroom Community)

Documentario ambientalista musicato come se Dio fosse islandese.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Dinosaur Jr. – Farm (Jagjaguwar)

Poco da dire (disco dell’anno).


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Bob Mould – Life and Times (Anti)

Non è più il Bob Mould degli Husker Du, ma almeno in passato lo è stato.


Tim Hecker – An Imaginary Country (Kranky)

O di come la Kranky riesca, in quindici giorni, a segare le gambe a mezzo mondo.


Impossible Hair – What Is The Secret Of Impossible Hair? (Self Released / Dischord Direct)

Area Guided By Voices-Pixies. Perimetro Party Of One. Passa bene.


Stereo Image – Stereo Image (Rcrdlbl Records)

Gente fighettosa che fa disco, si porta dietro i bassi e il senso del sesso, cercando di penetrare i tuoi neuroni. (con vaselina)


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


Confuse The Cat – Kericky (Zeal)

Post punk vaginalmente funk pop di un orfano dei Reiziger (discreta band, anzi buona se paragonata a questa o al terzino destro che fu vanto presidenziale).


Barzin-Notes To An Absent Lover (Monotreme)

Sms a Dicembre, per metterlo fra i dieci dischi 2008. Uscirà a Marzo, così ci sarà spazio nelle classifiche 2009. Commozione alt-slow-no-pop ( cantautorale).


Jay Reatard – Singles 08 (Matador)

Rockerolla! Basta la parola.


Uzi & Ari- Headworms (Own Records)

Solito Ben Shepard in salsa The Album Leaf (con Tom Yorke e l’indietronica e la madonna di RoncoCampoCanneto). Salsa che piace anche se santificata.


The New Year-The New Year (Touch And Go)

Splendido come sempre, solo con qualche sfumatura di piano in più. Se non fossero esistiti i Bedhead sarebbero il miglior gruppo della saga Kadane.


Goldmund – The Malady Of Elegance (Type Rec.)

Sulla scia di Sylvain Chauveau, col ricordo di Satie. Il minimalismo pianistico di Keith è da pelle d’oca. Aspettando Helios.


Saeta-Else Another Light Might Go Out (saetamusic.com)

In punta di drammaticità. Amateli o fottetevi. E ascoltateli


Parts + Labor – Escapers Two (Ace Fu)

Loro lo chiamano grind-pop. Per me sa tanto di purezza vera.


TaughtMe-Lady (Own Records)

Uzi & Ari placati decidono di sussurrare l’emotività senza troppo clamore tronico. Sia in salute che in malattia.


31Knots-Worried Well (Polyvinyl)

Ormai sono solo un gruppo art. E la cosa, ovviamente, è abbastanza imbarazzante.


Joan of Arc-Boo! Human (Polyvinyl)

“Boo! Human” non è un disco eccezionale. Ma, ditemi voi, come ci si può lamentare di Tim Kinsella?!?


Death Cab For Cutie-Narrow Stairs (Atlantic)

Quando erano ispirati preferivo, che ne so, i Party Of One. Ora che sono mediocri preferisco sempre i Party Of One, anche se non han fatto più niente.


Thalia Zedek Band-Liars And Prayers (Thrill Jockey)

Prima di incensare una slabbrata qualsiasi, ascoltate un pezzo a caso del disco, tipo We Don’t Go. Come ai vecchi tempi


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Torche – Meanderthal (HydraHead)

Un altro missing link tra Millencolin, class-metal, prog ecc. Sceglietene una: da una parte i Torche, dall’altre la vita. Non è una domanda trabocchetto.


Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo – Disconoir (42)

Postrock cinematico, un buon retrogusto e non fan venire mal di testa. Tipo Jagermeister.


Cloud Cult – Feel Good Ghosts (Earthology Records/Rebel Group)

Io me l’immagino come una testa piena d’idee fotografata nel momento dell’esplosione. Fanno un disco l’anno, alle volte anche due.

Eppure non sbagliano. Si compra qui.


Converge – Deathwish Live Series 02 (Free download)

Non è sicuro siano i Converge, ma sicuramente è un gruppo punk peso con un cantante dalla voce acuta. Disco dell’anno, sottosezione inintelligibili (qui).


Gregor Samsa-Rest (Own Records)

Si fermano, riflettono e vivono alla moviola. Qui si parla di artisti e purezza, tutto il resto, definizioni o paragoni che siano, francamente non ci interessa.


Phidge-It’s All About To Tell (Riff)

Spuntano i Settlefish anche dal comodino della camera da letto, ma se indie emo (pop?) deve essere che lo sia. Soprattuto se urticante.


I Was A Club Scout – I Want You To Know There’s Always Hope (XL)

Twee-emo con un po’ di synth e qualche buona influenza old school. Pallosi, ma almeno non si fanno di steroidi.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band – 13 Blues For Thirteen Moons (Constellation)

Sciogliete le camere e sputate i cuori. Dopo BlindBlindBlind i riferimenti saranno illegali, i commenti inutili e tutta la musica in morte cerebrale.


Bob Mould – District Line (Anti)

Meglio un disco mediocre, ma da leone, di Bob Mould, che cento Brunettes a pecora.


Bullet For My Valentine – Scream Aim Fire (Jive)

Mista Poison The Well e Poison senza Well, 50/50. Come scelta estetica mi ricorda un po’ Loredana Lecciso.


Today Is The Day – Axis Of Eden (SuperNova)

Il solito disco post-InTheEyesOfGod, cioè un concept album sull’aver perso l’occasione di non incidere un disco.


The Color Fred – Bend To Break (Equal Vision)

Il chitarrista dei Taking Back Sunday in proprio. Si chiama Fred Mascherino. Come fai a non sfotterlo?


Settlefish – Oh, Dear! (Unhip)

Non ha tutta l’immediatezza dei precedenti. Costretti ad ascoltarlo più volte, tocca ammettere che è un gran disco di canzoni pop. Fanculo.


Oxbow – The Narcotic Story (HydraHead)

Il solito capolavoro.


The Go! Team – Proof Of Youth (Memphis Industries)

Ascoltare per credere, ma (come per Thunder Lightning Strike) è da non crederci.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


The Fold – Secrets Keep You Sick (Tooth And Nail)

Tooth And Nail, nei miei ricordi, è Zao. Se ci penso mi viene da vomitare.


Bjork – Volta (Atlantic)

Medulla rimane il top (imho), ma si difende di brutto. Konono sulla traccia (Earth Intruders), ed è magia.

(Da non confondere con il primo batterista dei Kyuss)


Funeral For A Friend – Tales Don’t Tell Themselves (Atlantic)

Il gruppo emo-metal preferito dei Maiden ci conferma il suo valore.
Zero.


Dinosaur Jr – Beyond (Fat Possum)

Nostalgico e paraculo quanto volete: la musica rock di oggi fa cagare il cazzo. J Mascis è DIO.


Lifetime – Lifetime (Decaydance)

Come dire: ragazzini brufolosi di merda, noi facevamo le stesse cose dieci volte meglio quando voi non eravate manco nelle palle di vostro padre.


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