Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Phoenix – Wolfgang Amadeus Phoenix (V2)

Essere felici / stare bene / avere una vita piacevole.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Variety Lab – Team up! (Pschent)

Le ospitate crasse la rendono quasi una compila, senza punti deboli peraltro in quanto a groove e senso dell’estate. Presente gli Isis? Qua sta il loro opposto.


Freaky Mermaids – Freaky circus (‘Aveit)

Sincerità…è un bel disco in stile senza truccarsi da freak. Forse perché le CocoRosie bresciane Laura, Ombretta e Angela non sono cesse come Arisa, tutt’altro.


Depeche Mode – Sounds Of The Universe (Mute)

Riflettiamoci, ma ci sono mai veramente interessati i Depeche Mode?


Bell Orchestre – As Seen Through Windows (Arts & Crafts)

Ché poi impari pure che si possono dare calci in culo agli Arcade Fire con un sussurro. Percorso inverso dall’orchestrale leggera e moderna verso i lidi del pop (semi-rock) d’oggi. Da cameretta.


Pet Shop Boys – Yes (Parlophone)

Ancora loro, ancora lagrime, ancora come dei Beach Boys con l’Aids al posto dei surf.


Royksopp – Junior (EMI)

È facile smettere di suonare se sai come farlo.


The Pains Of Being Pure At Heart – S/T (Slumberland)

E di prendere calci in culo da Morrissey. Anche piacevole, se non rompesse così i maroni. Sviolinate sentimental-sonore in odor di indiebagnomaria e pop hype vario.


The Prodigy – Invaders Must Die (Take Me To The Hospital)

A momenti si ricordano di aver fatto Experience e ci batte tanto il cuore, in altri si ricordano di aver fatto The Fat Of The Land e siamo tristi. Ma la macchina ormai è avviata e Warriors Dance scudeggia: bentornati.


Jimi Tenor & Kabu Kabu – 4th Dimension (Sähkö Records)

Prende anche bene, tra salti laterali  di jazz trasversale(F. Kuti ed Etiopia), funkettoni striscianti e tutto il nécessaire soulettoso. Ma. Omaggio senza il colpo che uccide.


Belbury Poly – From An Ancient Star (Ghost Box)

Come la madeleine di un passato mai vissuto: 100% Ghost Box.


Dent May And His Magnificent Ukulele – The Good Feeling Music Of (Paw Tracks)

Un tipo del Mississippi con ukulele, voce alla Lekman e faccia da sfigato. Funziona, ma dalla Paw Tracks ci aspettiamo ben altro.


Stereo Image – Stereo Image (Rcrdlbl Records)

Gente fighettosa che fa disco, si porta dietro i bassi e il senso del sesso, cercando di penetrare i tuoi neuroni. (con vaselina)


Electric President – Sleep Well (Morr)

Ascoltare, non rigettare e mettere in fondo alla pila dell’indietronica (oggi più pop) da basso consumo.


The Music – Strength In Numbers (Polydor)

Brutte notizie per chi era riuscito a dimenticarli: c’è un disco nuovo.


The Softone – “These days are blue” (Awful Bliss)

La famiglia Vicinanza ascolta la radio confidenziale che passa la musica leggera, Giovanni ci mette la notte raffinata di Montecarlo: no roots anche nel bosco.


Arnoux – “Cascades” (Knifeville)

Liquidità non liquorosa, sprazzi di Adam Pierce, filastrocche disturbate e timido rap elegante: a Maniago sono pronti per sfangarsi nel bene un altro inverno.


Elbow–The Seldom Seen Kid (Polydor)

Roboante prog-pop da evitare con cura.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Air – Moon Safari 10th Anniversary Edition (Virgin/Astralwerks)

Un buon disco medio, confuso per capolavoro all’uscita e invecchiato di merda. A mettere in prospettiva, comunque, ci pensano gli altri obbrobri a firma Air.


Skyphone – Avellaneda (Rune Grammofon)

Roba fighetta AlogIndieFourtetTronica fatta bene. Disco dell’anno.


Bugo – Contatti (Universal)

Questo disco è solo dolore e sconfitta (cit). Un Bugo normalizzato è come Moana vestita. Inutile.


Electric Mop – Pop (Chief Inspector)

Electro-easy-daftpunk-pop-francese-un pò scozzese-(ma poco poco)-ballerino. Roba adatta ad un pigiama party.


Motorpsycho – Little Lucid Moments (Stickman)

Nei momenti migliori somigliano ai Verdena, negli altri allungano la broda come al solito. Disco dell’anno per fan terminali dei Motorpsycho.


Pennywise – Reason To Believe (Epitaph)

Punk rock california di seconda mano, da sempre e per sempre. Ma anche a parte quel che di eroico, vien proprio voglia di fare un paio di trick. Per così dire.


The Kooks-Konk (Emi)

L’arrivo a casa mia di questa roba palesa la crisi della discografia. Che poi qualcuno l’abbia realizzata è estetica della merda. Vado ad ascoltare i Codeine.


Fake-P – Last EP (42)

Indie-italo-pop truccato ma non troppo, roba che va bene per un sacco di situazioni. Che non includono il mio stereo/autoradio.


Elf Power-In A Cave (Ryko)

Perso certo clamore, agli Elf Power resta la dignità psych-folk-rock-bubblegum sempre avuta. In giro c’è di peggio (e anche molto di meglio ovviamente).


My Raining Stars – “From St.Saviour to Quickwell” (unsigned without a why and a because)

Disco dell’anno 1991.Al liceo in citybike,c’è rugiada e i Teenage Fanclub in cuffia.Bellini e Cocciolone sono vivi,va’ che gambe ha la Sandvik.Ridatemi tutto.


Be Your Own Pet – Get Awkward (XL)

Protetti di Thurston Moore, come molti altri gruppi del cazzo. Spensierato garage pop tipo pedo-KarenO. Roba per divertirsi (a sfotterli).


Autechre – Quaristice (Warp)

Easy-Warp di classe. Sfoderatemi pure i vostri dubsteppers e raccontatemi pure che gli ultimi Autechre fanno roba stantia.


Kim Hiorthoy – My Last Day (Smalltown Supersound)

Cover della madonna e grooves da tappezzeria di cui non si può dir male. Come a dire: 100% Kim Hiorthøy.


Goldfrapp-Seventh Tree (Mute)

Se non uscirà un terribile mostro alla Brunettes, “Seventh Tree” concorrerà, con discrete possibilità, al peggior disco dell’anno. Sfortunatamente non vincerà.


Offlaga Disco Pax – Bachelite (Santeria)

Personalmente mi avrebbero accontentato facendo un disco strumentale, o non facendo un disco. Comunque, suppongo, per i fan sarà ottimo.


Grand National-A Drink And A Quick Decision (Recall)

Anticaglie pop che potrebbero piacere a chi non ascolta musica (non ascoltandola nemmeno in questo caso).


Correcto – Do It Better 7″ (Domino)

Indie-rocknroll inglese quintessenziale, cioè roba fighetta e insopportabile buona per beccare ragazzine di 28 anni con le pins dei Moldy Peaches sul cappotto.


The Mae Shi – HLLLYH (Team Shi)

Gruppo il cui passato impone rispetto alle prese con un presente che incute soprattutto calci in bocca. Nu-rave, comunque. O post-punk. O simili.


Baustelle – Amen (Atlantic/Warner)

Negli anni novanta c’era addirittura chi trovava interessante i Bluvertigo, non vedo perché ora dovrebbero far cagare i Baustelle. Non lo fanno. Grazie a dio.


Linea77 – Horror Vacui (Universal)

Musica buona per poter cacciare il tipico SMS-sfottò. in non-ottemperanza, mi astengo.


Sons And Daughters – This Gift (Domino)

Restano una delle più dignitose cover band dei Violent Femmes.


Raz Ohara-Raz Ohara And The Odd Orchestra (Get Physical)

Nulla di male a coniugare in questo modo pop, glitch e folkettino caracollante. Certo, se non fosse uscito saremmo stati bene lo stesso, ma è quotidianità.


The Field – Sound Of Light EP (iTunes)

Quattro pachidermi IDM pallosissimi da un quarto d’ora l’uno, solito canovaccio stile From Here We Go A Tagliarci Le Vene. Ma lui è un genio.


Sicilian AV Project – s/t (MSK)

Più outtake jazzato di Merola Matrix che colonna dronica a Sciascia, il lavoro di Nino Musco fonde anima e aperitivo in dosi imperfette, ma sulla retta via.


Hot Chip-Made In The Dark (Astralwerks)

E’ geniale come inculino ancora qualcuno. Se penetrassero con forza la Binetti troverei il primo ed unico motivo per apprezzarli.


Soulwax – Most Of The Remixes We’ve Made For Other People Over The Years Except For The One For Einstürzende Neubauten Because We Lost It And A Few We Didn’t Think Sounded Good Enough Or Just Didn’t Fit In Length-Wise, But Including Some That Are Hard To Find Because Either People Forgot About Them Or Just Simply Because They Haven’t Been Released Yet, A Few We Really Love, One We Think Is Just Ok, Some We Did For Free, Some We Did For Money, Some Just For Ourselves Without Permission And Some For Friends As Swaps But Never On Time And Always At Our Studio In Ghent (Parlophone)

Remixano di tutto e spaccano quasi sempre. Beati loro.


Bombay Bicycle Club – Now We Are EP (Mmm…)

Fart-poppettino squillante da/per minorenni londinesi. Potrebbero diventare i nuovi Strokes. Potremmo anche tenerci i vecchi.


The Heliocentrics – Out There (Now Again)

Postriphop per stare benissimo e sentirsi più cool di chiunque. Per un perfetto immedesimarsi consigliamo camicia con un bottone aperto e pantaloni color kaki.


Holy Fuck – LP (Young Turks)

Disco-punk a metà strada tra New York e San Francisco (quindi probabilmente in qualche posto sperduto abitato solo da biker e contadini). Cool.


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