Muse – The Resistance (Warner)

L’insostenibile pesantezza dell’essere riccardoni.


RTX – JJ Got Live Ratx (Drag City)

Jennifer, piantala lì.


Masoko – s/t (EP Hit Bit)

“Io sono un bagnino e tu sei la mia spiaggia, mannaggia”: ‘n ze po’ sentì, premio Razzie all-time per la musica italiana (ex aequo con Mauro Repetto).


Jesse Malin-On Your Sleeve (One Little Indian)

Un album di cover che fa rimpiangere Umberto Smaila e la sua band.


The Kooks-Konk (Emi)

L’arrivo a casa mia di questa roba palesa la crisi della discografia. Che poi qualcuno l’abbia realizzata è estetica della merda. Vado ad ascoltare i Codeine.


The Long Blondes – Couples (Rough Trade)

Una merda che vorrebbe essere ballereccia, ma sempre merda è.


Goldfrapp-Seventh Tree (Mute)

Se non uscirà un terribile mostro alla Brunettes, “Seventh Tree” concorrerà, con discrete possibilità, al peggior disco dell’anno. Sfortunatamente non vincerà.


Bengi Jumping – Charme and Shake (Irma)

Una volta era nei Ridillo. Che è come dire: una volta mia madre faceva i soffoconi alla Stazione Termini. Io me ne vergognerei.


Attractive And Popular- Money Equals Magic (GSL)

Accozzaglia dance-electro-hardcore fra le peggiori mai sentite dai tempi del diluvio universale.


Kaiser Chiefs – Yours Truly, Angry Mob (Universal)

Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi fa dischi e chi fa dischi di merda. I Kaiser Chiefs fanno dischi di merda.


RTX – Western Xterminator (Drag City)

O come sputtanarsi completamente.  E dire che una con Twin Infiniteves nella discografia poteva permettersi (quasi) tutto.


Machine Head – The Blackening (Roadrunner)

Cazzo, BASTA con ‘sto ritorno al thrash. Tornate ai pennarelli. O all’alcool. Tornate a qualcosa che non debba essere ascoltato.


Feist – The Reminder (Arts and Crafts)

Ormai è definitivamente la Norah Jones dei poveri, in salsa country da due soldi per giunta.


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