Hot Chip – One Life Stand (Parlophone)

Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse ad ascoltare dischi come One Life Stand. E non solo per il pop sintetico del cazzo.


Blakroc – Blakroc (V2)

I Black Keys che concepiscono un (merdoso) disco di rap/rock come se non l’avesse mai fatto nessuno. Aridatece i Brutopop.


Franz Ferdinand – Tonight (Domino)

Giusto in tempo: tra Zu, Hunches, Uochi Toki, Animal Collective etc sembrava prospettarsi un anno buono per la musica.


The Pains Of Being Pure At Heart – S/T (Slumberland)

E di prendere calci in culo da Morrissey. Anche piacevole, se non rompesse così i maroni. Sviolinate sentimental-sonore in odor di indiebagnomaria e pop hype vario.


Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme Rec.)

Non è vero che facendo sacrifice otterrai bliss.


Psychic Ills – Mirror Eye (The Social Registry)

Poi uno dice, t’incazzi. Non è che m’incazzo, è che spacciare per roba drogata cose che i Popol Vuh già allora. Sì, m’incazzo in effetti.


Zach Hill – Astrological Straits (Ipecac)

Avant-prog per segaioli e finti geni. Però c’è un sacco di ospiti.


The Fiery Furnaces- Remeber (Thrill Jockey)

Due ore e passa di rococòpop. Penso non occorra aggiungere altro.


The Bloc Party – Intimacy (Wichita)

Fanno apprezzare la vita: non somiglia alla loro musica.


The Fratellis – Here We Stand (Island)

Nuovo disco per gli Strokes di chi trova troppo metal gli Strokes. Son notizie.


CSS – Donkey (Sub Pop)

C’è chi parla di un sensibile peggioramento. A me se sei già sottoterra non m’importa mica quanto scavi, ma se lo dicono loro…


The Music – Strength In Numbers (Polydor)

Brutte notizie per chi era riuscito a dimenticarli: c’è un disco nuovo.


Silver Ray-Homes For Everyone (Broken Horse)

Art-pop-prog-post-rock di notevole pesantezza.


Beck – Modern Guilt (Universal)

Questo giro tocca a un disco di merda a 360 gradi. Che sono sempre meglio dei dischi di merda acustici, ma dischi di merda rimangono.


Someone Still Loves You Boris Yeltsin – Pershing (Polyvinyl)

Questa roba power pop che tanto piace perchè anestetizza ogni funzione cerebrale. Le vostre, si intende.


Hammock – “Maybe they will sing for us tomorrow” (Darla)

Uma nota so, come la samba. Non è cosmikraut, bensì drone post-Sigur (Jonsi non vi canta ma ha fatto l’uovo e l’artwork). Noia mortale per etichetta imperativa.


Addiction Crew – Lethal (Aural Music)

Non accusate l’ex non-cantante dei Sepultura di essere anacronistico. Non è giusto liquidare come anacronistico un disco che avrebbe fatto pena anche nel ’96.


My Morning Jacket – Evil Urges (ATO)

I Black Crowes degli anni 2000, già che mi stavan sul cazzo quelli degli anni ’90.


The Futureheads – This Is Not The World No (Nul)

Alex Kapranos ha generato solo mostri, e che altro poteva generare.


Lite-Phantasia (Transduction)

Una roba math fatta da fans dei Queen. I fans dei Queen (Queen compresi) sono, lo sapete, la peggiore delle razze. Statene alla larga.


Jesse Malin-On Your Sleeve (One Little Indian)

Un album di cover che fa rimpiangere Umberto Smaila e la sua band.


Cut///Copy – In Ghost Colors (Modular)

Quello che i Rapture facevano ai PIL (benino) loro lo fanno ai New Order (malissimo). Hanno pure la copertina simile. Disastroso.


The Presets – Apocalypso (Modular)

Nu-ravers australiani con l’articolo davanti. Il cantante è ossessionato da Dave Gahan. Anche io. Però io non canto.


Torche – Meanderthal (HydraHead)

Un altro missing link tra Millencolin, class-metal, prog ecc. Sceglietene una: da una parte i Torche, dall’altre la vita. Non è una domanda trabocchetto.


Moby – Last Night (Mute)

Moby rompe il silenzio e se ne esce con un altro disco. Sostituite silenzio con il vostro lemma favorito in contesti come l’uscita di un nuovo disco di Moby.


The Kooks-Konk (Emi)

L’arrivo a casa mia di questa roba palesa la crisi della discografia. Che poi qualcuno l’abbia realizzata è estetica della merda. Vado ad ascoltare i Codeine.


Muse – Haarp (Warner)

Non credo che avrò mai il coraggio di scartarlo. Qualcuno lo vuole?


Egokid – “Minima storia curativa” (Aiuola)

La conversione di Diego&Pier all’italiano-proActy(v) non riesce col buco: il disco è una palla,ma se gettano briciole forse pollicino Damon ritorna.Disispirato.


Sworn Enemy – Maniacal (Century Media)

Metalcore. Non sopportiamo la tortura.


Grand Archives-Grand Archives (Sub Pop)

Ho capito che sono parenti dei Band Of Horses, ma mi spiegate chi cazzo ascolta davvero i Grand Archives? E, soprattutto, perchè li ascolta?


Goldfrapp-Seventh Tree (Mute)

Se non uscirà un terribile mostro alla Brunettes, “Seventh Tree” concorrerà, con discrete possibilità, al peggior disco dell’anno. Sfortunatamente non vincerà.


Grand National-A Drink And A Quick Decision (Recall)

Anticaglie pop che potrebbero piacere a chi non ascolta musica (non ascoltandola nemmeno in questo caso).


The Wombats – A Guide to Love, Loss and Desperation (14 th Floor )

Ne arrivano altri, fra Interpol-(ma che colpa ne hanno loro?) ed Arctic Monkeys. Più inutili del solito.


Ian Brown-The World Is Yours (Fiction)

Ancora due o tre mosse simili ed anche il più intransigente fra gli ex stonerosesiani nutrirà seri dubbi sul suo passato.


Magic Bullets-A Child But In Life Yet A Doctor In Love (Words On Music)

Pop-wave analcolica. Roba che non berrebbe nemmeno Clint Eastwood nel deserto de Il buono, il brutto e il cattivo.


Damon & Naomi – Within these walls (20|20|20)

No.


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