Hot Chip – One Life Stand (Parlophone)

Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse ad ascoltare dischi come One Life Stand. E non solo per il pop sintetico del cazzo.


Blakroc – Blakroc (V2)

I Black Keys che concepiscono un (merdoso) disco di rap/rock come se non l’avesse mai fatto nessuno. Aridatece i Brutopop.


Franz Ferdinand – Tonight (Domino)

Giusto in tempo: tra Zu, Hunches, Uochi Toki, Animal Collective etc sembrava prospettarsi un anno buono per la musica.


The Pains Of Being Pure At Heart – S/T (Slumberland)

E di prendere calci in culo da Morrissey. Anche piacevole, se non rompesse così i maroni. Sviolinate sentimental-sonore in odor di indiebagnomaria e pop hype vario.


Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme Rec.)

Non è vero che facendo sacrifice otterrai bliss.


Psychic Ills – Mirror Eye (The Social Registry)

Poi uno dice, t’incazzi. Non è che m’incazzo, è che spacciare per roba drogata cose che i Popol Vuh già allora. Sì, m’incazzo in effetti.


Zach Hill – Astrological Straits (Ipecac)

Avant-prog per segaioli e finti geni. Però c’è un sacco di ospiti.


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