Zona Mc – Caosmo (Trovarobato)

Magari alla prima ti fa anche cagare, a stargli dietro. Perché non ce la fai, misero umano. Poi arriva la contorsione sinaptica e lo metti a palla. Tipo i Meshuggah e l’hip hop, ecco.


The Crazy Crazy World Of Rubik – Are you crazy or crazy crazy? (Locomotiv Records)

Il locale bolognese partorisce un ensemble che avrebbe furoreggiato negli anni di Pazienza: registri di classe travolti da lingua esuberante e frustrazione.


The Flaming Lips – Embryonic (Warner)

Belli, doppi, e pelosoni


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Slumberwood – Yawling night songs (A Silent Place)

All’inferno si mangiano anguille crude, piove sul bagnato e l’inno nazionale è suonato a –8.0 con un cdj100: ogni tanto il sole, più spesso l’eclisse. Godere.


Buzz Aldrin – s/t (cdr autoprodotto)

Sabba post-Television, squadra narcotici, angoscia, voci nel pozzo, marcia macabra marcia, worst case scenario, miglior esordio italiano 2009 finora.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Black Dice – Repo (Paw Tracks)

Non serve magari a un cazzo, e non funziona nemmeno così bene, però tra scleri rumoristici e minimaglia lo-fi electro-tech-hip hop-tropical andante alle volte s’arrizza.


Astral Social Club – Octuplex (VHF Records)

Roba che da merda a qualsiasi Black Dice. Campbell continua a frantumare dendriti via heavy techno electronics (estasi colorate in odor di: Fourtet).                Ad aspera astra


Agaskodo Teliverek – Psycho Goulash (Midfinger Rec.)

Dicono siano folli per uno strano miscuglio elettro-noise fra Captain Beefheart e Gogol Bordello. Dicono altri, non io.


Crazy Dreams Band – Crazy Dreams Band (Holy Mountain)

Come al termine di una sbronza colossale, quando si dà il peggio di sé. Logorroici, disconnessi, catabionici. Disco supremo da assumere prima e dopo i pasti.


Royal Trux – Twin Infinitives (Drag City)

Ristampa dell’anno. Qualcuno spedisca Terminator nel 1990 a far fuori la Herrema. Live fast, die young!


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