Gonja Sufi – A Sufi And A Killer (Warp)

Anni ’10.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Kollaps Tradixionales (Constellation)

Alleluia, la musica è risorta. Il miglior disco dei SMZ senza il Tra-La-La Band nella ragione sociale. My Efrim My King.Waltz For Sophie.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


The Crazy Crazy World Of Rubik – Are you crazy or crazy crazy? (Locomotiv Records)

Il locale bolognese partorisce un ensemble che avrebbe furoreggiato negli anni di Pazienza: registri di classe travolti da lingua esuberante e frustrazione.


Conor Oberst & The Mystic Valley Band – Other South (Merge)

Bisognerebbe spiegare a Conor che ogni tanto dovrebbe considerare l’idea di trombare piuttosto che incidere dischi.


Eels- Hombre Lobo (Vagrant)

Gustosa insalata everettiana senza ingredienti particolari.


The Cesarians – The Cesarians (Imprint)

Sempre dalle parti di Nick Cave e James Johnston. Decadenti e teatrali sino al midollo, però la canzone migliore resta Flesh Is Grass.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Above The Tree – Minimal love (Boring Machines + 6)

Marco Bernacchia è lo psychobluesman più bravo d’Italia. Meno ortodosso rispetto al sé precedente, di lavoro sbriciola carovane di cammelli. Da vedere live.


33 Ore – Quando vieni (Garrincha Dischi)

Mogli che si addormentano con la tv accesa, valige adoperate per l’ultima volta 20 anni prima, arrangiamenti arditi per corpo macchina da gregario alla ribalta.


Passe Montagne- Oh My Satan (Africantape)

Hard blues molto ’70 senza alcuna parola a rompere il cazzo.


Bancale – s/t (Sidi Records)

Non-inno dei lavoratori con la batteria di lamiere. Real blues dove prewar e fallout coincidono. Aidan Moffat in Ken Loach. Bachi da cemento,umidità nelle ossa.


Crazy Dreams Band – Crazy Dreams Band (Holy Mountain)

Come al termine di una sbronza colossale, quando si dà il peggio di sé. Logorroici, disconnessi, catabionici. Disco supremo da assumere prima e dopo i pasti.


Wino Weinrich – Punctuated Equilibrium (Southern Lord)

La solita roba. Quindi ne vorrei un’altra dose, pleaze. E un’altra. Un’ultima ancora. Ancora una. Ovviamente, si parla di Groove.


Royal Trux – Twin Infinitives (Drag City)

Ristampa dell’anno. Qualcuno spedisca Terminator nel 1990 a far fuori la Herrema. Live fast, die young!


The Hunches – Exit Dreams (In The Red)

Droghe pesanti e sorrisoni. Rispettabile ma deludente. Disco dell’anno ma non del decennio.


16 – Bridges To Burn (Relapse)

Tornano i litri di birra, si allontanano di un poco i calci in culo. Sorrisi chimici per iniziare bene l’anno; sangue, cocci di bottiglia e groove fomento.


Black Eyed Dog – Rhianuledada (Ghost)

Parrinieddu canta con bronchi smooth e strumenti inconsistenti (cit.) un bene di rifugio affrescato da Roberto Amoroso: il capolavoro è Salina’s. Esce il 16/1.


Jewels For A Caribou – The land of nasty toys (Ribéss)

Nel dubbio se la voce di Alberto Casadei sia più Cave o Lanegan,lambiccarsi con la pressoché perfetta Smile little girl: il mito di Sergio Leone arriva fin qua.


Pontiak-Sun On Sun (Thrill Jockey)

Blues-metal-dronizzato. Non cafone, comunque.


The Child Of A Creek – Unicorns still make me feel fine (Dust Wind Tales)

L’artigiano nell’era della riproducibilità tecnica: con bodhràn,home taping e balalaika,il suono rimbalza da tutte le parti. Lorenzo assalta il mondo: e  vince.


AC/DC – Black Ice (Sony BMG)

Più che musica, fanno cosplay. E grazie a Dio non Coldplay


Ron Franklin-Ron Franklin (Alive Natural Sound)

Rock-blues sincero adatto a chi si accontenta senza voler godere.


Simone Massaron Featuring Carla Bozulich-Dandelions On Fire (Long Song Rec.)

Noise-blues molto epidermico.


ATP ’08-Curated By Explosions In The Sky (Atp-Plantation Quay)

EITS campioni, Polvo vincono, Trail Of Dead distruggono. David Berman E’.Phosphorescent ed Eluvium pure.C’era Kekko e sappiamo i nomi del Crete Goat Festival.


Solomon Burke-Like A Fire (Shout!)

In qualche modo riesce (quasi) sempre a fare due o tre pezzi legati alla fenomenologia dello stare bene.


Langhorne Slim-Langhorne Slim (Kemado)

Un pò come Rebellin nella campagna del Belgio. Magari Sean non vince, ma nel marasma folk-blues-(psych)-country-(vintage) è sempre ottimo protagonista.


Samamidon – All Is Well (Bedroom)

Come un Will Oldham alle prese con canzoni che si accartocciano su loro stesse, giocano con il folk e cascano in qualcos’altro. Bravissimo


Gallon Drunk-The Rotten Mile (Fred)

Meglio un James Johnston normale rispetto alla mediocrità attuale.


Nick Cave and the Bad Seeds – Dig, Lazarus, Dig!!! (Anti)

Nick Cave si tinge la barba e i baffi. E poi fa sempre lo stesso disco. Parecchie volte bene, qualche volta male, questa  volta medio.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band – 13 Blues For Thirteen Moons (Constellation)

Sciogliete le camere e sputate i cuori. Dopo BlindBlindBlind i riferimenti saranno illegali, i commenti inutili e tutta la musica in morte cerebrale.


The Cesarians-Flesh Is Grass (Imprint)

Decadenza rubata all’inferno di James Johnston prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Questo è un singolo, ma la title track basta a convincerci.


Human Bell-Human Bell (Thrill Jockey)

Arbouretum e passato lungfishano per il classico bel disco thrill jockey di inizio anno, fra folk,blues e post qualcosa. Piacevole abitudine.


Republique Du Savage-Constitution De La Rèpublique Du Savage (fromScratch)

L’Enfance Rouge+Les Hurlements d’Leo=gitanesimi avanti folk. Scorre, ma visti i protagonisti era lecito aspettarsi di più.


Rothko – Eleven Stages Of Intervention (Bip Hop)

A metà tra il nulla e la musica che farebbe oggi Mark Hollis.
Cioè il nulla.
Ma con un bel po’ di stile.


Down – III – Over The Under (Warner)

Phil Anselmo vi fa a brandelli TUTTI. Voi e la vostra musica rock finta del cazzo.


Uochi Toki / Eterea – La Chiave del 20 (Wallace)

“Ciao ragazza, tra i miei fans c’è Caparezza”. Arrivano le rime. Vengon giù le curve.


Noisettes-What’s The Time Mr. Wolf?(Vertigo)

Lo sappiamo che già vi piacciono. Qui si accettano e se proprio ci obbligate ad un “yeah yeah yeahs” lo usiamo con loro. Ma solo se ci obbligate.


Soulsavers – It’s Not How Far You Fall, It’s the Way You Land (V2)

Un disco ok ma niente di che cantato da Lanegan dall’inizio alla fine. Magari per voi non è una tragedia.


Chris Cornell – Carry On (Interscope)

La mia idea è che siano dei fake messi su myspace da qualche hacker a cui Chris ha scopato la moglie. Sarebbe troppo pensare sia davvero un disco.


Frog Eyes-Tears of the Valedictorian (Absolutely Kosher)

Modest Mouse e Built To Spill?Anche. Cambi di ritmo, deragliamenti e crescendo?Pure. Volete aggiungere altro?Fate. Il concetto è che questi sono fenomeni.


Almandino Quite Deluxe – Violent potato (Wallace)

Solito garage-blues indemoniato alla Pussy Galore. E probabilmente potrebbero fare di più.


Mick Barr – Octis – Ioharg Wended (Tzadik)

Classico disco post avant impro free noise kraut weird guitarhero folk punk jazz new no now wave metal alla Mick Barr.


Wooden Tit – Return To Cinder (Hate Records)

Garage-blues acidissimo registrato -sembra- con i microfoni dentro la tazza del cesso. Il solito Don Howland, al solito incredibile.


Holly Golightly & The Brokeoffs – You Can’t Buy A Gun When You’re Crying (Damaged Goods)

Vestito classico con camicia blues, pantaloni folk e scarpe country. Senza alcuna griffe.


Rising Appalachia – Scale down (Unwound Records)

Sarebbe dovuto essere questo il terzo delle Cocorosie. Spolverate blues a dare senso, prolissità solo verso la fine: il prewar resta in mano alle sorelle freak.


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