Picastro – Become Secret (Monotreme)

Liz Hysen reitera you will never grieve again, you will never love again e vorresti far sesso col verbo reiterare.


Valgeir Sigursson – Draumalandið (Bedroom Community)

Documentario ambientalista musicato come se Dio fosse islandese.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Kollaps Tradixionales (Constellation)

Alleluia, la musica è risorta. Il miglior disco dei SMZ senza il Tra-La-La Band nella ragione sociale. My Efrim My King.Waltz For Sophie.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Richard Skelton – Landings (Type)

Naturalismo scopabile anche da chi odia il riverbero acustico più introspettivo. Disco dell’anno a prescindere.


Sunburned Hand Of The Man – A (Ecstatic Peace)

Secondo giro con Fourtet, forse ancora meglio del primo giro -wank-pop luccicoso smontato e rimontato come un Lego.


HiM -ん (HipHipHip)

Diciamo che stiamo dalla parte di Doug Scharin anche quando pare fottersi il cervello con orientalismi afropostlevantiani.


Broadcast & The Focus Group – Investigate Witch Cults Of The Radio Age (Warp)

I Broadcast sono una roba spesso citata e sempre sottovalutata. Evviva i Broadcast.


The Contortionist – Apparition (Auto)

Fredrik Thornedal fa scuola ma non fa figli.


Evangelista-Prince Of Truth (Constellation)

Cupa e un pò abitudinaria. Transizionismi?


The Poison Arrows-First Class, And Forever (13 File)

Matematica dilatata nel 2009 attraverso albinismi sintetici. Quasi disco dell’anno.


Brian Harnetty & Bonnie Prince Billy- Silent City (Ruminance)

Solitudine, rumori, folk, country, la voce di Oldham. Ecco, è una roba così.


Oneida – Rated O (Jagjaguwar)

Tre ore di pippe e nessuna eiaculazione.


Mansfield.tya – Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)

Tipo: se uno gode Tara Jane O’Neil e Shannon Wright va sul sicuro. Se non le gode sono cazzi suoi.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Grizzly Bear – Veckatimest (Warp)

Gli Animal Collective senza urletti e nomignoli del cazzo. Ma forse pure meglio.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Christopher Tignor – Core Memory Unwound (Western Vinyl)

Intimismo classico, fra avant ed isolazionismo. Ascoltare gli Slow Six per approfondire.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Charge Group-Escaping Mankind (Own Records)

Slow-(poco)avant-post-pop di razza australiana.


Slon – Antenne (Valeot Rec.)

Mathpostcerebrale da collage antimonotonia.


Agaskodo Teliverek – Psycho Goulash (Midfinger Rec.)

Dicono siano folli per uno strano miscuglio elettro-noise fra Captain Beefheart e Gogol Bordello. Dicono altri, non io.


Underdog – Keine Psychoterapie (Altipiani)

Indie-jazz in fieri coi modi della musica leggera: aria fresca, grammelot umorale da cabaret. Disco bellissimo, dedicato ai morti sul lavoro come Mark Sandman.


Squares On Both Sides – Indication (Own Records)

Folktronica autorale con pulviscoli gastrdelsoliani alla moviola. Own Records mette la garanzia.


Vessels-White Fields and Open Devices (Cuckandoo Records)

Contaminazione incontaminata, catartica per lo più.


Psychic Ills – Mirror Eye (The Social Registry)

Poi uno dice, t’incazzi. Non è che m’incazzo, è che spacciare per roba drogata cose che i Popol Vuh già allora. Sì, m’incazzo in effetti.


Deerhoof – Offend Maggie (Kill Rock Stars)

Vista la presenza di SMS metallosi come il drago di Comacchio, sembrava brutto lasciare fuori la (ex)bimba Satomi.Anche se Offend Maggie aggiunge poco alla (bella) storia.


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


Banjo or Freakout – Covers (Autoprod.)

Il più grande musicista torinese residente a Londra.


Animal Collective – Merryweather Post Pavillion (Domino)

“Uno dei migliori dischi del 2009″. L’ha detto Wire, ed io credo a Wire quasi quanto credo a Colin Newman.


The Slowmovies – Nyctanthes (Dust Wind Tales)

Il negativo della party lounge d’inizio secolo.Jazzrock cameristico che nell’ostrica include la perla Surfing Carioca,ottoni delle 3 di mattina per gotan Bowie.


Zach Hill – Astrological Straits (Ipecac)

Avant-prog per segaioli e finti geni. Però c’è un sacco di ospiti.


Desolation Wilderness-White Light Strobing (K Records)

Non sono i Galaxie 500, ma già il fatto che li ricordino è un enorme complimento.


Fennesz – Black Sea (Touch)

Forse rivaleggia con Endless Summer.


Murcof-The Versailles Sessions (Leaf)

Parte da classici della musica barocca del 1600 (con strumenti annessi) e reinventa Versailles. Vive La France.


Christina Carter – Original Darkness (Kranky)

A volte sembra di stare ai mercatini di natale quando i bambini molesti suonano i campanellini a cazzo di cane. A volte no.


Kieran Hebden & Steve Reid – NYC (Domino)

Al quarto appuntamento di studio si conferma la joint-venture più fruttuosa dai tempi di Maria e Giuseppe.


The Dead Science- Villainaire (Constellation)

Teatrali e barocchi, epicizzano Jamie Stewart e la fanno pure franca. Meglio, per dire, delle ultime 12 recensioni sms qui esposte.


musica Per Bambini – Dio contro Diavolo (La Famosa Etichetta Trovarobato)

Ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da Rodari. Manuel Bongiorni da Piacenza è un passo in più verso l’edutaintment, il dio techno della barzelletta.


El Guincho – Alegranza (Young Turks/Coop Music)

La classica pitchforkata un po’ etno, un po’ avant, un po’ Animal Collective. Insomma, volevo tanto stroncarla, ma non ci riesco. Fate voi?


David Grubbs- An Optimist Notes the Dusk (Drag City)

Ecco: chi ascolta Grubbs la mediocrità la evita a prescindere. Dagli Squirreil Bait al cantautorato. Un uomo necessario come ogni attimo dei Gastr Del Sol.


Paul Westerberg – 49:00 (Tune Core)

Il titolo è la durata e il costo (in centesimi). Il rapporto qualità prezzo è lo stesso di un vibratore Durex Play. Un ottimo affare


Matt Elliott-Howling Songs

Da semi-dio a dio. Questa volta anche urlando, con Efrim a braccetto.


Moha! – One Way Ticket To Candyland (Rune Grammofon)

Disco postrock dell’anno.


Lindstrom – Where You Go I Go Too (Smalltown Supersound)

Tre tracce lunghissime di lindstromate assortite. Cioè un bellissimo viaggio e tutto, ma dopo un po’ hai pure voglia di arrivare.


Doppler-Songs To Defy (Sk Records)

Noise macilento e psicotico. Di genere eppur piacevole. Poi si ha sempre voglia di riascoltare Rusty e benedire Jeff Mueller.


Women – Women (Jagjaguwar)

I This Heat dovrebbero riscuotere delle royalties per parecchi dei gruppi usciti fuori negli ultimi anni. Questi li ripagano con stile.


TV On The Radio – Dear Science (Touch & Go)

Per idee, arrangiamenti, suoni e sfrontatezza sembrano la nazionale dei giganti che va a giocare nel campionato dei lillipuziani. E vincono.


Tussle – Cream Cuts (Smalltown Supersound)

Ennesima riprova del fatto che chi vive a San Francisco prima o poi ci rimane a forza di acidi, e qualche volta non è un male. Disco dell’anno.


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