Black Heart Procession – Six (Temporay Residence)

Chi si accontenta gode.


Califone – All My Friends Are Funeral Singers (Dead Oceans)

Tim Rutili sta bene. Noi stiamo bene.


Firekites-The Bowery (Own Rec.)

Fuori tempo massimo, eppure una volta questa notwistite acusticamente sporca avrebbe fatto strabuzzare gli occhi. Magari non a me, ma il problema è un altro.


Richmond Fontaine-We Used to Think the Freeway Sounded Like a River (Decor Rec.)

Nulla di strabiliante, ma due fra i racconti brevi della miglior americana dell’anno (The Boyfriends e The Pull). Willy Vlautin c’è.


Brian Harnetty & Bonnie Prince Billy- Silent City (Ruminance)

Solitudine, rumori, folk, country, la voce di Oldham. Ecco, è una roba così.


Lightning Dust-Infinite Light (Jagjaguwar)

Dai Black Mountain alla seconda prova Lightning Dust. Amber Webber e Joshua Wells: molto bene.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


Grizzly Bear – Veckatimest (Warp)

Gli Animal Collective senza urletti e nomignoli del cazzo. Ma forse pure meglio.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


Eels- Hombre Lobo (Vagrant)

Gustosa insalata everettiana senza ingredienti particolari.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tara Jane O’Neil – A Ways Away (K Records)

In un mondo splendidamente minimale Tara farebbe un disco gli anni dispari, Shannon Wright quelli pari. Senza bisogno di cantautrici semestrali.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


Hey! Tonal-Hey! Tonal (Africantape)

Il maggio di Kevin Shea parte prima: irragionevole e delicata massa magmatica da leccare con gusto.


Charge Group-Escaping Mankind (Own Records)

Slow-(poco)avant-post-pop di razza australiana.


Misophone – I Sit At Open Windows (Another Records)

Dopo tredici album invisibili, da due anni hanno scoperto l’ebrezza dell’uscita discografica. Daniel Johnston vede M.Ward provvede.


Glen Johnson – Details Not Recorded (Make Mini Music)

Togliete le due (belle) canzoni alla Matt Elliott e capirete come l’amico Glen abbia deciso di autocelebrarsi un pò. Se lo fan tutti può farlo anche lui.


Bonnie Prince Billy- Beware (Domino)

Ricchezza country. Va bene così.


K-Branding – Facial (Humpty Dumpty Records)

Tribalismo free-no-jazz-wave meno complesso di come affermato. Si trova di meglio e si trova di peggio.


Amute- Infernal Heights For A Drama (Stilll Records)

Jérôme Deuson è un figo che da tempo ama roba constellation, Fennesz e Tim Hecker. E si sente. Bene.


Squares On Both Sides – Indication (Own Records)

Folktronica autorale con pulviscoli gastrdelsoliani alla moviola. Own Records mette la garanzia.


Phosphorescent-To Willie (Dead Oceans)

Matthew Houck fra Willie Nelson e Nashville. Alleluia.


Finn-The Best Low – Priced Heartbreakers You Can Own (Erased Tapes)

Da scrittronico a scrittore. Ispirato, essenziale e pure doverosamente incerto.


Deerhoof – Offend Maggie (Kill Rock Stars)

Vista la presenza di SMS metallosi come il drago di Comacchio, sembrava brutto lasciare fuori la (ex)bimba Satomi.Anche se Offend Maggie aggiunge poco alla (bella) storia.


OvO-Crocevia (Load)

Velenoso e marcio: normale. Forse più blackflaghiano del previsto. Tanto hardcore. Scontata la voglia del concerto. Si fottano gli altri.Amen?


Banjo or Freakout – Covers (Autoprod.)

Il più grande musicista torinese residente a Londra.


Tobacco – Fucked Up Friends (Anticon)

Anticon meets Death In Vegas meets non dovrebbero permettersi.


Son Ambulance – Someone Else’s Déjà Vu (Saddle Creek)

Joe Knapp mangia zucchero e caramelle. Speriamo sbocchi.


Mark Kozelek – Finally LP (Caldo Verde)

Mark Kozelek che canta una canzone degli Husker Du. Il resto mancia.


Barzin-Notes To An Absent Lover (Monotreme)

Sms a Dicembre, per metterlo fra i dieci dischi 2008. Uscirà a Marzo, così ci sarà spazio nelle classifiche 2009. Commozione alt-slow-no-pop ( cantautorale).


Desolation Wilderness-White Light Strobing (K Records)

Non sono i Galaxie 500, ma già il fatto che li ricordino è un enorme complimento.


Dudley Corporation – Year Of The Husband (Absolutely Kosher)

Si sente puzza di Muse. Anche i tipi Absolutely Kosher possono sbagliare.


Piano Magic – Dark Horses Ep (Make Mine Music)

Fulgori elettrici in stanza chiuse. Meno di venti minuti che ricordano a tutti chi è Glen Johnson.


High Places- High Places (Thrill Jockey)

Senza esagerare nei clamori, va ammesso che Mary Pearson può anche farti passare due o tre pomeriggi piacevoli.


The Sea And Cake- Car Alarm (Thrill Jockey)

Un pò la loro solita roba alt-pop. Meno ispirata e più prevedibile. E’ bello sapere che McEntire può sbadigliare (ogni tanto).


Lambchop-Oh (Ohio)- (Merge)

Kurt Wagner è sereno. Se fossi credente godrei nella convinzione di un Dio sereno. Per inerzia oggi sono gaudente.


Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip)

Tutti pronti a sbrodolarsi per le new sensation alt-folk-freak americane che quasi non si accorgono dell’oro nascosto sotto il materasso di casa. Questo oro qua.


Uzi & Ari- Headworms (Own Records)

Solito Ben Shepard in salsa The Album Leaf (con Tom Yorke e l’indietronica e la madonna di RoncoCampoCanneto). Salsa che piace anche se santificata.


Giant Sand- Provisions (Yep Rock)

Howe soft-canonico-piacevole-ricco di gusto. Va bene così.


Okkervil River-The Stand Ins (Jagjaguwar)

Ricordiamo che anche Ligabue è arrivato a dire chi si accontenta gode..così così


Electric President – Sleep Well (Morr)

Ascoltare, non rigettare e mettere in fondo alla pila dell’indietronica (oggi più pop) da basso consumo.


The Black Angels – Directions to See a Ghost (Light in the Attic)

Droga dell’anno.


Oxford Collapse – Bit Happens (Sub Pop)

Gente cresciuta a suon di Pixies, Husker Du e Swell Maps che fa musica in grado di salvare dal lato oscuro ragazzini cresciuti a Franz Ferdinand, Interpol e Arctic Monkeys. Promossi.


TaughtMe-Lady (Own Records)

Uzi & Ari placati decidono di sussurrare l’emotività senza troppo clamore tronico. Sia in salute che in malattia.


SJ Esau – “Small vessel” (Anticon)

Dal Barchessone alla Formica, vane spinte alla normalizzazione: Sam Wisternoff resiste e svicola a zigzag. Più Why?-pop, più hifi, più gente, forse meno alcool.


French Cowboy & Lisa Li-Lund-Share Horses (Havalina Records)

Folk-pop un pò malinconico. Per chiarire:Yo La Tengo ascoltati bene. Un bravi anche per questo.


Wolf Parade-At Mount Zoomer (Sub Pop)

Aggiungono più che togliere, cercando una certa epopea pop-rock-alt-wave-no-intelletto. Preferiamo gli umili.


Psss Psss Psss – s/t (NuovaMusicaRurale)

Metodo: passaparola. Il direttore spiffera nell’orecchio il motivo ai musicisti chiamati ad eseguirlo. Escono fanfare, oggetti, solfeggi di prova.


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