Xiu Xiu – Dear God, I Hate Myself (Kill Rock Stars)

Siamo stati dalla loro parte, ma qualcuno avvisi Stewart che non avere un cazzo da dire, spesso, è una buona cosa. Sempre che tu non la metta su disco.


Picastro – Become Secret (Monotreme)

Liz Hysen reitera you will never grieve again, you will never love again e vorresti far sesso col verbo reiterare.


Valgeir Sigursson – Draumalandið (Bedroom Community)

Documentario ambientalista musicato come se Dio fosse islandese.


Balmorhea – Constellations (Western Vinyl)

Titolo perfetto per band quasi perfetta nell’esplicare il concetto di stare bene attraverso una strumentalità che rivaluta il termine intimismo.


Yeasayer – Odd Blood (Secretly Canadian)

Coralità, bagliori, electro-synt-pop chiangiante ma anche no: detto che l’esordio non era poi questa meraviglia, qui siamo proprio alla rottura di maroni.


Rudi Simmons – Palpitations (How Is Annie Rec.)

Un tipo di Oslo con la fissa per Linkous. Bella fissa.


1099-Any Day Now (How Is Annie Rec)

Nel 1099 no, ma nel 1999 sarebbe stato un Ep da consigliare a chi aveva buon gusto. Noi che ne abbiamo ancora possiamo farci 4 pezzi molto EITS.


A Singer Of Songs – Old Happiness (Hi54lofi)

Se Oberst anni fa avesse scelto un look minimale griffato Damien Jurado ci saremmo smanettati con destra e sinistra. Lo facciamo ora con Lieven Scheerlinck.


Hot Chip – One Life Stand (Parlophone)

Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse ad ascoltare dischi come One Life Stand. E non solo per il pop sintetico del cazzo.


Eluvium – Similes (Temporay Residence)

L’ambientneoclassico di Cooper sfiora il melenso edulcorato amato oggigiorno.Non fa il ciocco,ma occorre tenere d’occhio il ragazzo per evitare futuri rischi.


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra – Kollaps Tradixionales (Constellation)

Alleluia, la musica è risorta. Il miglior disco dei SMZ senza il Tra-La-La Band nella ragione sociale. My Efrim My King.Waltz For Sophie.


Matt Elliott-Songs (Icì D’Ailleurs)

Cofanetto del decennio attuale/venturo.


Richard Skelton – Landings (Type)

Naturalismo scopabile anche da chi odia il riverbero acustico più introspettivo. Disco dell’anno a prescindere.


Langhorne Slim – Be Set Free (Kemado)

Qualcuno parlerà di maturazione definitiva per autoralità classic rock. Qui pare un doppio passo indietro anche mezzo previsto.


The Album Leaf – A Chorus Of Storytellers (Sub Pop)

Non è lo Spine And Sensory degli Album Leaf, ma Jimmy LaValle in Islanda si comporta come Vukcevic negli ultimi secondi di un (fu) derby. Vince.


HiM -ん (HipHipHip)

Diciamo che stiamo dalla parte di Doug Scharin anche quando pare fottersi il cervello con orientalismi afropostlevantiani.


Retribution Gospel Choir – 2 (Sup Pop)

Sarà togoso come il primo e anche di più, ma Alan Sparhawk lo preferirei impegnato in un concerto dove fa tutto I Could Live In Hope.


Broadcast & The Focus Group – Investigate Witch Cults Of The Radio Age (Warp)

I Broadcast sono una roba spesso citata e sempre sottovalutata. Evviva i Broadcast.


Micah P. Hinson – All Dressed Up And Smelling Of Strangers (Full Time Hobby)

Sedici cover per passare il tempo. Si può passare l’esistenza in modo (molto) peggiore.


Black Heart Procession – Six (Temporay Residence)

Chi si accontenta gode.


Califone – All My Friends Are Funeral Singers (Dead Oceans)

Tim Rutili sta bene. Noi stiamo bene.


Do Make Say Think-Other Truths (Constellation)

Purissimi nel loro postpsychedelicjazz. Chi non li ha mai capiti non capisce un cazzo.


Vic Chesnutt- At The Cut (Constellation)

Intimismo (Vic) solenne (Silver Mt.Zion) portato a compimento. Definitivo. (Per la musica tutta, si intende)


Shannon Wright- Honeybee Girls (Vicious Circle)

Quando lei arriva le altre sono ancora a firmare il foglio di partenza. Oltremodo divina.


Evangelista-Prince Of Truth (Constellation)

Cupa e un pò abitudinaria. Transizionismi?


Firekites-The Bowery (Own Rec.)

Fuori tempo massimo, eppure una volta questa notwistite acusticamente sporca avrebbe fatto strabuzzare gli occhi. Magari non a me, ma il problema è un altro.


Glass Ghost-Idol Omen (Western Vinyl)

Avant dream pop ambientale ancora un pò titubante.


Polvo-In Prism (Merge)

Gloria nell’alto dei cieli dissonanti.


Richmond Fontaine-We Used to Think the Freeway Sounded Like a River (Decor Rec.)

Nulla di strabiliante, ma due fra i racconti brevi della miglior americana dell’anno (The Boyfriends e The Pull). Willy Vlautin c’è.


The Poison Arrows-First Class, And Forever (13 File)

Matematica dilatata nel 2009 attraverso albinismi sintetici. Quasi disco dell’anno.


Brian Harnetty & Bonnie Prince Billy- Silent City (Ruminance)

Solitudine, rumori, folk, country, la voce di Oldham. Ecco, è una roba così.


Rachel Grimes-Book Of Leaves (For Solo Piano) (Ruminance)

Anche Music For Egon Schele è un paragone forzato, perchè qui la Grimes è tutta nuda col fantasma di Satie. Ed è meglio che in foto.


Lightning Dust-Infinite Light (Jagjaguwar)

Dai Black Mountain alla seconda prova Lightning Dust. Amber Webber e Joshua Wells: molto bene.


Tiny Vipers – Life On Heart (Sub Pop)

Meglio di Hands Across The Void, ma i deliri sono sempre fuori luogo.


Mansfield.tya – Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)

Tipo: se uno gode Tara Jane O’Neil e Shannon Wright va sul sicuro. Se non le gode sono cazzi suoi.


Elfin Saddle – Ringing For The Begin Again (Constellation)

Sembrano un romanzo vecchio di Murakami Haruki. Girano un pò tutte le viti del mondo


Clues – Clues (Constellation)

Post punk e pop folk spediti dalla Constellation. Fanno bene anche questo.


Malcom Middleton – Waxing Gibbous (Full Time Hobby)

Resto dell’idea che Malcolm abbia scelto un ottimo hobby.


St.Augustine – Changing Plans (Kütu Folk Records)

In un mondo che ama l’indie-folk poco impegnato potrebbe vivere di rendita


The Delano Orchestra – Will Anyone Else Leave Me? (Kütu Folk Records)

Non che abbiano tutto in comune con gli Okkervil River. Di certo questo disco è meglio delle ultime cose degli Okkervil River.


The Low Anthem – Oh My God, Charlie Darwin (Bella Union)

I left Louisiana on the rail line, oo.I left Louisiana on the rail line, oo oo.
I was trying to get to Ohio.Trying to get to Ohio
Meraviglia della tradizione.


Lazarus – The Trickster (St.Ives)

Edizione stralimitata (300 copie) per un Trevor Montgomery cohenizzato da dio.


Eels- Hombre Lobo (Vagrant)

Gustosa insalata everettiana senza ingredienti particolari.


Tortoise – Beacons Of Ancestorship (Thrill Jockey)

McEntire sta molto bene. Sappiatelo.


Scott Matthew – There Is An Ocean That Divides…. (Glitterhouse Records)

->: There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That’s So Violent To Cross It Could Mean Death. Amatelo, non è Patrick Wolf.


The Cesarians – The Cesarians (Imprint)

Sempre dalle parti di Nick Cave e James Johnston. Decadenti e teatrali sino al midollo, però la canzone migliore resta Flesh Is Grass.


ATP’09 – Curated by The Breeders (Atp-Butlins Holiday Centre, Minehead)

Shellac davanti e dietro tutti quanti (Yann Tiersen, Dianogah, Deerhunter,Th’Faith Healers, Giant Sand, Melt Banana, Wire, Bon Iver e Bronx senza mariachi).


Tara Jane O’Neil – A Ways Away (K Records)

In un mondo splendidamente minimale Tara farebbe un disco gli anni dispari, Shannon Wright quelli pari. Senza bisogno di cantautrici semestrali.


Christopher Tignor – Core Memory Unwound (Western Vinyl)

Intimismo classico, fra avant ed isolazionismo. Ascoltare gli Slow Six per approfondire.


The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine Rec.)

Il maggio di Kevin Shea parte seconda: senza Peter Evans, ma con slinguazzate alla US Maple in acido.


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